Uno smartphone strappato di mano in pieno giorno, mentre si reca a scuola passando per uno dei percorsi più frequentati dagli studenti della città. È quanto denuncia pubblicamente un genitore viterbese, che ha deciso di raccontare sui social quanto accaduto al figlio venerdì scorso nel sottopassaggio di Porta della Verità.
Secondo il racconto, il ragazzo stava percorrendo la discesa che conduce al sottopassaggio quando sarebbe stato avvicinato da due giovani. Con una mossa repentina, i due gli avrebbero sottratto il telefono cellulare dalle mani per poi dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Il giovane non avrebbe riportato conseguenze fisiche, ma l’episodio gli avrebbe lasciato un forte shock e un profondo senso di insicurezza.
Dopo l’accaduto, la famiglia si è attivata per verificare l’eventuale presenza di immagini registrate dalle telecamere installate all’interno del sottopassaggio, nella speranza di poter fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili. Da una prima verifica, tuttavia, sarebbe emersa una situazione problematica: gli impianti di videosorveglianza risulterebbero spenti, non funzionanti o addirittura assenti.
Un aspetto che preoccupa particolarmente il genitore è il fatto che il sottopassaggio rappresenti una via di transito quotidiana per numerosi studenti diretti a scuola. “Mandiamo i nostri figli a scuola sperando che siano al sicuro, e invece dobbiamo stare con l’ansia che vengano aggrediti per strada”, scrive il padre nella sua denuncia pubblica, chiedendo un intervento delle istituzioni e dell’amministrazione comunale affinché la sicurezza nei luoghi frequentati dai giovani sia effettiva e non soltanto apparente.
Nella sua testimonianza, il genitore evidenzia inoltre come episodi di delinquenza giovanile e microcriminalità sembrino essere sempre più frequenti in città, con i ragazzi che diventano spesso le principali vittime. Una situazione che, secondo quanto denunciato, rischia di degenerare ulteriormente, soprattutto nei casi in cui le vittime tentano di opporsi ai furti, esponendosi al rischio di aggressioni fisiche.
L’appello finale è rivolto alle autorità competenti affinché vengano rafforzati i controlli e verificate le condizioni dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree sensibili della città. “I nostri figli hanno il diritto di camminare tranquilli”, conclude il genitore, auspicando che la sua denuncia possa contribuire a evitare episodi ancora più gravi in futuro.

