Roma, maxi-frode elettrica alla pasticceria Cavalletti: scattano i domiciliari nella rete dei locali

Le persone raggiunte dagli arresti domiciliari sono Rita Delle Fave, sorella di Christian Delle Fave, Brunella Desideri e Cristina Gigli, compagna dello stesso imprenditore

ROMA – Tre donne riconducibili all’ambiente imprenditoriale legato a Christian Delle Fave sono state poste agli arresti domiciliari con l’accusa di furto di energia elettrica. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, su richiesta della Procura, e eseguito in collaborazione dai carabinieri della compagnia Roma Parioli e dal 5° nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza.

L’inchiesta affonda le sue radici in un’operazione avviata lo scorso 16 aprile 2026, quando le tre donne erano già state fermate in flagranza. In quell’occasione, le forze dell’ordine — insieme ai carabinieri dei reparti tutela salute e lavoro e al personale di Areti — avevano effettuato controlli mirati in diversi esercizi commerciali e sedi societarie della Capitale, verificando il rispetto delle normative penali, fiscali, fallimentari, del lavoro e igienico-sanitarie.

Durante quei sopralluoghi erano emerse irregolarità legate ad allacci abusivi alla rete elettrica in vari locali collegati alla cosiddetta “galassia Delle Fave”, tra cui i ristoranti Cavalletti, Ricci il salumiere e Buono come il pane. Davanti al giudice, le indagate avevano respinto le contestazioni, sostenendo di non avere competenze dirette nella gestione dei contatori.

Le successive attività investigative, portate avanti congiuntamente da Guardia di Finanza e Carabinieri, avrebbero però consentito di raccogliere ulteriori riscontri, ritenuti sufficienti per l’emissione delle nuove misure cautelari.

Le persone raggiunte dagli arresti domiciliari sono Rita Delle Fave, sorella di Christian Delle Fave, Brunella Desideri e Cristina Gigli, compagna dello stesso imprenditore. Per quest’ultimo non risultano invece provvedimenti: non è destinatario di misure cautelari e, formalmente, non compare in alcuna compagine societaria.

Secondo quanto contestato dalla Procura di Roma, le tre donne sarebbero responsabili, a vario titolo, del reato di sottrazione fraudolenta di energia elettrica. Il danno complessivo stimato dagli inquirenti supera i 550 mila euro e sarebbe legato alla presunta alterazione dei contatori in diversi esercizi commerciali.