Tarquinia Lido – Pini potati a giugno durante la ripresa vegetativa: ennesimo capolavoro di una programmazione che non c’è (FOTO)

Il sindaco, che è anche agronomo, ha dato l’ok a un’operazione dannosa che rischia di produrre danni irreparabili

TARQUINIA – Al peggio, ancora una volta, non c’è mai fine.

Ai passanti più attenti, ma non solo a loro, non è sfuggita la bellissima “opera d’arte” che il Comune sta portando a termine a Tarquinia Lido.

Dalle 9 di oggi, giovedì 4 giugno, l’amministrazione ha iniziato il lavoro di potatura dei pini tra viale dei Navigatori e viale delle Sirene.

Tutto bene, verrebbe da dire. Ma purtroppo non è affatto così. Gli alberi avevano bisogno di una potatura ma già da moltissimi mesi (tant’è vero che gli operai della ditta incaricata hanno dovuto occupare buona parte di strada e stanno faticando per portare avanti il lavoro senza prendere ulteriore spazio).

Ma il vero nodo della questione è un altro. Chiunque abbia una minima conoscenza della gestione del verde sa che il periodo più indicato per la potatura dei pini marittimi è quello compreso tra l’inverno e l’inizio della primavera, quando la pianta si trova in riposo vegetativo. In questa fase l’albero subisce meno stress, la perdita di linfa è ridotta e si abbassano sensibilmente i rischi legati all’attacco di parassiti e malattie.

A giugno, invece, la situazione è diametralmente opposta. Le piante sono nel pieno della ripresa vegetativa, ricche di linfa e impegnate nelle loro principali attività biologiche. Intervenire in questo periodo significa sottoporle a uno stress maggiore e aumentare il rischio di conseguenze negative per la loro salute.

La beffa ulteriore, che risulta tragicomica, è che il sindaco è addirittura un agronomo e che quindi, almeno all’apparenza, dovrebbe conoscere a memoria tali processi. Il primo cittadino, anziché opporsi e trovare soluzioni alternative (anche se l’unica soluzione giusta era quella di intervenire per tempo), ha deciso come sempre di non decidere e affidarsi al caso.

La domanda, quindi, nasce spontanea: se la necessità di intervenire era evidente da mesi, perché si è aspettato proprio l’arrivo dell’estate? Possibile che non si sia riusciti a programmare un’attività ordinaria di manutenzione in uno dei periodi più adatti dell’anno?

Tutto questo mentre il lungomare vive una sorta di “anarchia vegetativa” con le aiuole che esplodono e non vengono curate dall’estate scorsa. Turisti e residenti, come sempre, ringraziano la giunta Sposetti per aver trovato il Lido ancora una volta in condizioni peggiori rispetto alla passata stagione estiva.