TARQUINIA – “Parte la stagione dei cantieri: investimenti su scuole, strade, edifici
storici e lungomare”. Il comunicato stampa del Comune, arrivato nei giorni scorsi ma inviato ai soli “amici”, annuncia in pompa magna una serie di interventi sul territorio.
Alcuni, va detto, sono buoni e porteranno sicuramente una serie di migliorie. Per altri, invece, la bocciatura è netta ancora prima di gettare la prima pietra sul cantiere.
Scorrendo la nota dell’amministrazione, infatti, salta subito all’occhio la parte più importante che è quella relativa al lungomare.
“In autunno – scrive l’amministrazione -, dopo un lungo e complesso iter amministrativo, inizierà la riqualificazione del lungomare, da oltre 2 milioni di euro, con l’obiettivo di restituire decoro e funzionalità a uno dei principali spazi del Lido”.
La vicenda del lungomare l’abbiamo seguita da vicino e da tempi non sospetti. Almeno per i più. Il progetto di “Riqualificazione e riorganizzazione del lungomare – lotto 1” è stato approvato a febbraio 2024 dalla giunta guidata da Alessandro Giulivi con l’obiettivo di migliorare accessibilità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Ad aprile successivo, la stessa amministrazione, ha individuato come aggiudicataria la ditta “La Fenice Srl” di Roma, per un importo complessivo di 530.170 euro.
Poi il cambio di amministrazione e anche di rotta: la giunta guidata da Francesco Sposetti ha inizialmente sospeso i lavori richiamando “segnalazioni di disagio e difficoltà da parte della cittadinanza” e un “avanzamento della stagione estiva che non ha garantito la realizzazione del progetto in completa sicurezza”. A gennaio 2025 ha quindi presentato un nuovo progetto, con “piccole modifiche”, ma un enorme aumento di spesa: da 530.170 a 978.320 euro.
Sembrava la conclusione della vicenda, ma così non è stato. A settembre 2025 la stessa giunta ha deciso di abbandonare del tutto i lavori già programmati, approvando un nuovo progetto redatto dall’architetto Marcacci dal valore complessivo di 2.123.000,01 euro. Una cifra monstre, soprattutto se rapportata al costo di partenza e alle minime variazioni rispetto al progetto originario.
I lavori che partiranno in autunno, dunque, sono praticamente gli stessi pensati da Giulivi ma costeranno ai cittadini 1,5 milioni di euro in più. In parole povere: per i cittadini, che pagheranno di tasca loro la cifra, c’è poco da festeggiare.

