Se i seggi decreteranno ufficialmente il ritorno del centrosinistra alla guida della città, gli effetti geopolitici non si fermeranno entro i confini comunali
CIVITA CASTELLANA – Mancano pochissime ore. Domani i seggi si apriranno e, tra domenica e lunedì, i cittadini determineranno il futuro politico di Civita Castellana. Ma l’aria che si respira in città non è quella di una normale vigilia elettorale: è l’attesa di un verdetto che rischia di trasformarsi in un vero e proprio tsunami per il centrodestra locale e provinciale.
L’esito che fino a qualche mese fa sembrava uno scenario remoto, oggi appare per molti come il risultato più ovvio: il ritorno di Civita Castellana come roccaforte rossa. Per anni questa città è stata un simbolo della sinistra nella Tuscia; ora, quel passato è pronto a riprendersi il presente con un colpo di spugna netto, capace di annullare in un colpo solo anni di governo e tutti i buoni propositi sbandierati dal centrodestra.
Un suicidio politico perfetto, consumatosi tra ripicche, veti incrociati e bracci di ferro intestini che non hanno fatto altro che logorare la coalizione, servendo la vittoria su un piatto d’argento agli avversari.
Mentre gli elettori si preparano a votare, dietro le quinte della politica provinciale i coltelli sono già affilati. Le voci di corridoio si fanno sempre più insistenti e convergono tutte su un nome: Massimo Giampieri, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e padre del sindaco uscente Luca.
I rumors descrivono ore di altissima tensione. Su Giampieri senior graverebbe già la scure dei vertici del partito, pronti a individuare un responsabile politico per quello che si preannuncia come un disastro elettorale memorabile. Il banco di prova delle amministrative ha infatti emesso una sentenza impietosa per la gestione uscente: il sindaco Luca Giampieri è rimasto letteralmente a guardare, uscendo di scena prematuramente e racimolando a malapena la metà dei voti ottenuti dai due candidati che si sfideranno al ballottaggio (quello di Forza Italia e quello del centrosinistra).
Nel mirino della dirigenza di Fratelli d’Italia non c’è solo la sconfitta in sé, ma l’incapacità strategica di contenere l’offensiva di Forza Italia e di blindare la coalizione a difesa del sindaco uscente. Per Massimo Giampieri le dimissioni da coordinatore provinciale sembrerebbero ormai un atto dovuto, se non addirittura un passaggio obbligato per anticipare un siluramento che appare già scritto.
Se i seggi decreteranno ufficialmente il ritorno del centrosinistra alla guida della città, gli effetti geopolitici non si fermeranno entro i confini comunali. Civita Castellana smetterà di essere un caso isolato per diventare il detonatore di una crisi ben più ampia all’interno del centrodestra dell’intera Tuscia.
Il braccio di ferro che ha disintegrato l’alleanza a livello locale ha dimostrato che i patti nazionali non bastano più a garantire la tenuta sui territori. Da lunedì pomeriggio, a urne chiuse, inizierà la vera resa dei conti. E le macerie rischiano di essere lunghissime da rimuovere.

