Sui social il “derby” tra Ladispoli e Cerveteri: botta e risposta politico tra i sindaci Grando e Gubetti

grando gubetti

Un singolare scambio epistolare ha intrattenuto per 24 ore gli abitanti delle due città

LADISPOLI/CERVETERI – Sulla costa a nord di Roma sta andando in scena un confronto politico insolito e dai contorni molto accesi. Protagonisti della vicenda sono il sindaco in carica di Ladispoli, Alessandro Grando, e la sindaca in carica di Cerveteri, Elena Gubetti. Al centro del dibattito, uno scambio epistolare pubblico che sta ridisegnando le dinamiche politiche locali, incrociando i confini amministrativi in modo inaspettato e accendendo il campanilismo tra le due città.

La mossa di Grando: un progetto civico oltre confine

La vicenda prende il via con un’iniziativa atipica per la normale prassi istituzionale. Alessandro Grando, attuale primo cittadino di Ladispoli a circa un anno dalla fine del suo mandato, pubblica una “Lettera aperta ai cittadini di Cerveteri”.

Nel testo, Grando annuncia la creazione di una lista civica (“Lista Grando – Cerveteri”), motivando questa scelta con le richieste di intervento ricevute dai cittadini del comune limitrofo, con le proprie radici familiari legate al territorio cerite e con una percepita situazione di “stallo” amministrativo della città etrusca. Pur non ufficializzando direttamente una sua candidatura a sindaco, l’iniziativa di un primo cittadino che lancia un progetto politico in una città confinante rappresenta una mossa di forte impatto. È un tentativo di allargare il proprio bacino d’influenza politica facendo leva sull’esperienza maturata a Ladispoli, proponendosi come figura in grado di sbloccare le potenzialità inespresse di Cerveteri.

La replica di Gubetti: lealtà istituzionale e difesa del territorio

La risposta di Elena Gubetti, sindaca di Cerveteri, evidenzia una strategia comunicativa molto attenta. Invece di rivolgersi ai propri concittadini o direttamente al collega, Gubetti indirizza la sua lettera alle “cittadine e cittadini di Ladispoli”.

La sindaca sposta il fulcro del dibattito dal piano puramente amministrativo a quello dell’etica politica e della lealtà istituzionale. Utilizzando la metafora della “scarpa vecchia”, Gubetti critica aspramente l’idea che una comunità possa essere accantonata prima della naturale conclusione del mandato per cercare “un cammino più comodo” altrove. La sindaca difende il ruolo di primo cittadino come un “patto sacro” e rivendica i risultati raggiunti dalla sua amministrazione in ambito culturale, ambientale e delle opere pubbliche. Il passaggio chiave è però la netta difesa dell’identità territoriale: “Non siamo la colonia di nessuno”, scrive Gubetti, tracciando un confine netto contro quelle che definisce logiche esterne di tipo speculativo o personale.

La controreplica: il peso dei precedenti e i nodi amministrativi

Il confronto si arricchisce di un ulteriore capitolo con la controreplica di Grando, che sceglie questa volta la strada del dialogo diretto (“Cara Elena”). Il sindaco di Ladispoli interviene per spegnere le polemiche sul presunto abbandono della sua città, rassicurando i cittadini e ricordando di aver già lanciato un progetto civico per garantire continuità all’amministrazione uscente in vista del 2027.

Il passaggio politicamente più incisivo della lettera, tuttavia, è quello in cui Grando evoca un precedente storico recente, ricordando le scelte politiche di Alessio Pascucci, predecessore di Gubetti e suo attuale alleato. Pascucci, infatti, da sindaco uscente di Cerveteri tentò un’operazione speculare candidandosi a sindaco di Ladispoli, pur mantenendo un ruolo da candidato consigliere nella sua città d’origine. Grando sottolinea l’assenza di “sdegno” in quell’occasione, accusando implicitamente la controparte di usare due pesi e due misure.

La lettera si sposta infine sul piano operativo, sollevando criticità concrete — come i presunti ritardi di Cerveteri nella costituzione del consorzio sociale e una lamentata mancanza di comunicazione tra i due enti — riportando lo scontro dal piano dei principi a quello dell’amministrazione quotidiana.

Questo carteggio pubblico va ben oltre la semplice dialettica tra amministratori. Rivela le profonde interconnessioni storiche, sociali e politiche tra Ladispoli (nata originariamente proprio come frazione di Cerveteri) e la sua città “madre”. Soprattutto, dimostra come le future scadenze elettorali stiano già polarizzando il dibattito su un territorio che, pur essendo strettamente integrato, rivendica con forza le proprie autonomie e le proprie identità cittadine.