Torna l’annoso problema, che sembra impossibile da gestire per l’amministrazione comunale, impegnata con alleanze politiche e progetti futuri
VITERBO – Ancora segnalazioni da parte dei cittadini sul funzionamento dell’illuminazione pubblica nel centro storico. Da giorni, infatti, numerosi residenti stanno documentando con fotografie come diversi lampioni restino accesi in pieno giorno, in particolare lungo via Saffi, con una situazione che, a loro dire, continuerebbe a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza.
Una circostanza che alimenta le proteste e le polemiche. «È l’ennesima dimostrazione della scarsa cura e attenzione riservata al cuore della città», sostengono alcuni cittadini, che puntano il dito contro l’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini.
Le lamentele riguardano soprattutto quello che viene definito un evidente paradosso. Se in centro storico la luce «non manca mai, neanche di giorno», in altre zone della città da tempo si registrerebbero problemi opposti. Tra queste, viale Bruno Buozzi, una delle arterie più trafficate di Viterbo, dove residenti e automobilisti segnalano da tempo tratti caratterizzati da una scarsa illuminazione o addirittura da buio completo.
Una situazione che, secondo chi vive la zona, potrebbe aumentare il rischio di incidenti e compromettere la sicurezza della circolazione nelle ore serali e notturne.
Le immagini inviate dai lettori mostrano lampioni perfettamente funzionanti e accesi sotto il sole, alimentando le critiche in un periodo in cui si parla sempre più di sostenibilità, risparmio energetico e riduzione dei consumi elettrici. Un tema particolarmente sentito durante i mesi estivi, quando il maggior utilizzo dei condizionatori comporta inevitabilmente un incremento della domanda di energia.
«Mentre si invitano cittadini e famiglie a prestare attenzione ai consumi – osservano alcuni residenti – vedere le luci del centro storico accese anche nelle ore diurne appare incomprensibile».
I cittadini chiedono quindi un intervento tempestivo per risolvere il problema ed evitare ulteriori sprechi, oltre a una maggiore attenzione alle numerose segnalazioni che continuano ad arrivare da centro e periferie.


