Quindicenne umiliata, offesa e picchiata dall’ex fidanzato 23enne
CIVITAVECCHIA — Si è recato sul posto per l’ennesimo atto di vandalismo subito dalla sua struttura, ma si è trovato di fronte a una vicenda ben più grave. È quanto accaduto domenica all’imprenditore Mario Benedetti, titolare del complesso I Molini, ripetutamente preso di mira negli ultimi tempi da episodi di danneggiamento.
Dopo l’ennesimo vetro rotto della struttura, Benedetti ha avvicinato una ragazza di 15 anni presente sul posto per chiederle spiegazioni sull’accaduto. Quello che doveva essere un chiarimento su un atto vandalico si è trasformato in uno sfogo: la giovane ha raccontato all’imprenditore una serie di episodi di violenza subiti dal suo ex fidanzato, un ragazzo di 23 anni.
La rottura e la reazione violenta
Secondo quanto riferito dalla ragazza, la rottura del vetro della struttura sarebbe collegata proprio alla fine della loro relazione. Dopo che lei gli aveva comunicato di non essere più interessata a proseguire il rapporto, proponendo di rimanere amici, il giovane — già in stato di ebbrezza secondo il racconto della ragazza — avrebbe reagito in maniera scomposta, sfogando la propria rabbia contro una finestra della struttura, infrangendola a calci e ferendosi a una mano.
Ma l’episodio più grave sarebbe avvenuto la sera successiva, quando il ragazzo avrebbe usato violenza fisica nei confronti della ex fidanzata, dopo che lei aveva rifiutato un suo approccio a sfondo sessuale ritenuto inopportuno e insistente.
L’indifferenza del gruppo
Un aspetto che la ragazza ha sottolineato con particolare amarezza riguarda il comportamento degli amici presenti durante l’episodio: secondo il suo racconto, nessuno di loro sarebbe intervenuto in suo soccorso, mostrando totale indifferenza di fronte a quanto stava accadendo. Una passività che la giovane ha definito gravissima, raccontando anche di essere stata bersaglio di commenti pesanti da parte del gruppo.
Una situazione di fragilità
Dal racconto raccolto da Benedetti emerge anche un quadro personale segnato da fragilità: la ragazza ha riferito di non avere più entrambi i genitori in vita, con la madre scomparsa da circa dieci anni. Una condizione che rende ancora più delicata la vicenda e che ha probabilmente spinto l’imprenditore ad attivarsi concretamente per offrirle un supporto.
La denuncia alle autorità
Colpito dalla gravità di quanto ascoltato, Benedetti ha deciso di non limitarsi a raccogliere la testimonianza, ma si è rivolto alle autorità giudiziarie competenti per segnalare il caso, chiedendo l’attivazione delle misure di tutela previste dal cosiddetto “codice rosso”, lo strumento normativo pensato proprio per garantire una protezione rapida alle vittime di violenza domestica e di genere.
Una vicenda che, al di là del singolo episodio, riporta l’attenzione sul tema del disagio giovanile nel territorio viterbese, tra fragilità personali, dinamiche relazionali tossiche e un contesto sociale che, in alcuni casi, sembra non offrire ai più giovani gli strumenti — e il sostegno — necessari ad affrontarle.
In rispetto della “Carta di Treviso” abbiamo deciso di non pubblicare il video di questa conversazione e per rispetto di questa minorenne che, senza genitori, racconta le vessazioni e violenze subite. Ci limitiamo a riportare alcuni stralci da noi trascritti che non permettono in alcun modo di risalire all’identità della ragazza per la quale chiediamo aiuto e giustizia.
A parlare è Mario Benedetti che nel proseguo della trascrizione indicheremo come MB: “Buonasera a tutti. Oggi è il 29 giugno 2026 e mi trovo qui ai Molini, dove sto parlando con una ragazza di 15 anni. Ai Molini hanno di nuovo rotto dei vetri, e siccome ho incontrato questa ragazzina, sono andato a chiederle cosa fosse successo, per vedere e sentire cosa avesse da raccontare. Non vi dico il suo nome perché voglio proteggere la sua identità.
Allora, mi racconti per favore cosa è successo?”
Ragazza (di seguito R): “Io stavo tranquillamente parlando con il gruppo con cui mi trovavo. C’era anche il mio ex fidanzato, con cui poi ci siamo lasciati.”
MB: “Non mi dici il nome, ma posso chiederti quanti anni ha questo ragazzo? E tu quanti ne hai?”
R: “Il mio ex ragazzo ha 23 anni e io ne ho 15”
R: “Quando l’ho lasciato perché non mi piaceva più, lui non l’ha presa bene. Io gli ho detto: “Guarda, non mi interessi più, se vuoi rimaniamo amici”. Lui mi ha risposto di no, se l’è presa molto male — era anche mezzo ubriaco, tanto che non riusciva quasi a ragionare.”
MB: “E poi cos’è successo?”
R: “Si è arrabbiato così tanto che ha rotto il vetro di una finestra. Prima ha dato due calci, poi un altro calcio più forte che ha mandato in frantumi il vetro e si è ferito ad una mano”
MB: “Ti ha mai messo le mani addosso, questo ragazzo?”
R: “Sì, e poi la sera dopo mi ha picchiata.”
MB: “Cosa è successo esattamente?”
R: “Allora, prima di tutto mi diceva di andare a mangiare con i suoi amici, poi a un certo punto mi ha detto “andiamo a fare sesso” e io gli ho risposto di no. Lui ha reagito male, dicendo “come ti permetti?”. Io l’ho mandato a quel paese…”
MB: “E i suoi amici come si sono comportati?”
R: “Erano lì, ma non mi hanno aiutata. Anzi, l’indifferenza di questi ragazzi è gravissima — sono un gruppo di “stupidi” e le parole che hanno utilizzato nei miei confronti sono orribili”
MB: “Hai i genitori? Hai un papà?”
R: “No.”
MB: “E tua mamma?”
R: “Mia mamma è morta dieci anni fa.”
Il video in nostro possesso è stato consegnato ai carabinieri per far scattare l’azione penale obbligatoria d’ufficio.

