Dopo l’incidente nei campi, lo lasciò davanti casa con un braccio amputato. Antonello Lovato colpevole omicidio volontario con dolo eventuale, per lui era stata chiesta una condanna a 22 anni
LATINA – La Corte d’Assise del tribunale di Latina ha condannato a 16 anni di carcere Antonello Lovato per omicidio volontario con dolo eventuale – con attenuanti – per la morte di Satnam Singh, avvenuta nell’estate del 2024 dopo un incidente sul lavoro nelle campagne pontine.
Lovato, datore di lavoro del bracciante indiano, portò Satnam Singh, gravemente ferito a un arto, davanti casa a bordo di un furgone, con il braccio amputato poggiato in un cassetta per la frutta. Lo lasciò lì, invece di allarmare i soccorsi. L’uomo morì nei giorni successivi: inutili le cure in ospedale. La procura aveva chiesto 22 anni di carcere.
Singh, che non aveva un contratto di lavoro regolare, è stato agganciato dal macchinario avvolgiplastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro e schiacciato gli arti inferiori. Nessuno ha chiamato i soccorsi: l’uomo è stato caricato su un van e abbandonato nei pressi della propria abitazione, mentre il braccio tranciato è stato lasciato in una cassetta per la raccolta degli ortaggi.
A raccontarlo agli investigatori è stato lo stesso datore di lavoro Antonello Lovato arrestato ieri mattina. E mentre il mezzo percorreva la strada verso Sant’Ilario la moglie del bracciante, impiegata nella stessa azienda, a bordo implorava di chiamare l’ambulanza.
Singh è stato scaricato davanti casa poi i familiari hanno chiamato i soccorsi. I paramedici del 118 hanno affidato il bracciante indiano a un’eliambulanza che lo ha trasportato d’urgenza al San Camillo dove è morto dopo ore di agonia.

