Tarquinia – L’accordo con Talete finisce alla Corte dei Conti: la minoranza denuncia un “danno erariale” da oltre 300mila euro

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Bocciata la mozione di Piero Rosati (AVS) che chiedeva di rivedere la transazione sul credito comunale. Pronto un esposto alla Corte dei Conti. Pubblichiamo in esclusiva la scrittura privata tra il Comune e la Talete Spa

TARQUINIA – Il Consiglio comunale di Tarquinia, riunito il 26 giugno 2026, ha respinto con 8 voti contrari e 5 favorevoli la mozione presentata dal consigliere Piero Rosati, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiedeva di rivedere l’accordo transattivo sottoscritto dal Comune con Talete S.p.A., il gestore del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Lazio Nord-Viterbo, per la definizione di un credito comunale di 2.276.247,43 euro.

L’intesa, formalizzata attraverso una “Scrittura privata di accordo transattivo e compensazione” datata 26 novembre 2025 e firmata dal sindaco Francesco Sposetti e dall’amministratore di Talete, Salvatore Genova, era stata approvata dalla Giunta con delibera n. 160 del 18 settembre 2025. Secondo l’opposizione, il testo non sarebbe mai stato pubblicato né all’Albo Pretorio né nella sezione Trasparenza del sito istituzionale, ed è emerso solo grazie a una serie di richieste di accesso agli atti che, in alcuni casi, hanno richiesto l’intervento del Prefetto per essere evase.

Non lo hanno fatto loro (le parti si sono impegnate a non divulgare l’accordo), la scrittura privata la rendiamo pubblica noi. Cittadini: leggetela bene…

 

 

L’origine del credito: dal trasferimento del servizio idrico nel 2016

Tutto nasce dalla delibera di Consiglio n. 31 del 21 giugno 2016, con cui il Comune di Tarquinia trasferì a Talete la gestione del Servizio Idrico Integrato. Dagli atti di quel passaggio – tra cui le delibere di Giunta n. 127 e n. 266 del 2016 – sarebbe maturato nel tempo un credito del Comune nei confronti della società, arrivato al 31 dicembre 2024 a 2.276.247,43 euro (2.611.975,64 euro Iva inclusa), così composto:

  • 1.253.326,50 euro per rate di mutui contratti dal Comune per opere del servizio idrico e mai rimborsate da Talete;
  • 1.022.920,93 euro per spese anticipate dal Comune, comprese forniture idriche effettuate dal Consorzio Acquedotto Medio Tirreno per conto della società.

Di fronte all’inadempienza di Talete, il Comune con a capo il sindaco di allora Alessandro Giulivi, aveva avviato un’azione giudiziaria presso il Tribunale di Civitavecchia (delibere di Giunta n. 194/2023 e n. 38/2024), sostenendo che il credito fosse certo, liquido ed esigibile.

Il procedimento (R.G. n. 1061/2024) puntava a un accertamento di 2.426.178,92 euro oltre interessi. Talete si era costituita in giudizio eccependo un controcredito di 551.841,41 euro per forniture idriche non pagate dal Comune dal 2016 al 2024.

I contenuti dell’accordo transattivo

La scrittura privata, sottoscritta ai sensi dell’art. 1965 del Codice civile, stabilisce che:

  • Talete riconosce il proprio debito di 2.276.247,43 euro e il Comune quello di 551.841,40 euro; con la compensazione, il credito netto del Comune scende a 471.079,53 euro;
  • di questa somma, Talete versa 50.000 euro alla firma e altri 50.000 euro entro il 31 ottobre 2025, mentre i restanti 371.079,53 euro vengono rateizzati in cinque rate annuali da 74.215,91 euro, dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2030, da compensare con le bollette idriche dovute dal Comune;
  • il credito residuo di 1.253.326,50 euro per le rate di mutuo viene rateizzato in dieci rate annuali da 113.938,77 euro, a partire dal 2031 fino al 2041;
  • le parti rinunciano reciprocamente a interessi e sanzioni;
  • l’art. 4.2 fissa un tetto di 100.000 euro alla rata annuale netta, a fronte di consumi idrici comunali medi stimati in circa 85.000-150.000 euro l’anno;
  • le parti si impegnano contrattualmente a non divulgare l’accordo (ma l’abbiamo fatto noi visto che si parla di soldi dei cittadini).

Le critiche dell’opposizione

Nella relazione letta in aula, Rosati ha definito l’operazione uno squilibrio a sfavore del Comune, sintetizzabile in alcuni punti:

Concessioni non reciproche. A fronte di un credito comunale quattro volte superiore a quello di Talete (2,27 milioni contro 551.841 euro), entrambe le parti rinunciano agli interessi legali, sebbene quelli spettanti al Comune (159.583,59 euro) fossero largamente superiori a quelli dovuti dalla società (29.566,85 euro). Il debito di Talete è stato compensato immediatamente nel 2025, mentre il credito del Comune viene diluito fino al 2041 senza applicazione di alcun interesse di dilazione: una rinuncia che, applicando un tasso ipotetico del 2%, l’opposizione stima in circa 330.484,74 euro.

Il Comune “va a debito col proprio debitore”. Dal 2026 al 2030 l’ente continuerà a pagare a Talete oltre 150.000 euro l’anno di bollette per i consumi idrici della città, incassando in cambio solo 74.215,91 euro l’anno di rata. Dal 2031 al 2041 lo schema si ripete con importi comunque inferiori alla spesa idrica comunale, che è destinata a salire con l’aumento delle tariffe.

Mutamento improvviso della natura del credito. Rosati ha sottolineato come un credito che nel 2023-2024 il Comune riteneva certo, liquido ed esigibile e sostenuto da documentazione dettagliata “al centesimo” (prodotta dall’avvocato del Comune nel contraddittorio giudiziale) sia stato poi trattato, nell’accordo del 2025, come oggetto di dubbia esigibilità, senza che tale dubbio fosse mai confermato dagli atti del procedimento.

Assenza di conteggi al momento della firma. Secondo Rosati, la prima istanza di accesso agli atti sui conteggi del debito di Talete avrebbe rivelato che tali conteggi non esistevano ancora al momento della sottoscrizione, a dimostrazione che l’amministrazione avrebbe firmato senza sapere con precisione a quale cifra stesse rinunciando.

Mancanza di trasparenza. L’accordo, pur richiamato come allegato integrante della delibera di Giunta, non sarebbe mai stato pubblicato né all’Albo Pretorio né nella sezione Trasparenza, in contrasto – secondo la minoranza – con quanto previsto dal Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2025 del Comune in materia di prevenzione della corruzione negli accordi transattivi.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere Luigi Serafini, secondo cui la spinta alla transazione sarebbe arrivata da “ordini dall’alto provenienti da Viterbo” (sede di Talete), mentre la consigliera Federica Guiducci, pur riconoscendo l’assenza di cifre certificate in via definitiva, ha dichiarato che “è evidente che si sta regalando qualcosa a Talete”.

La difesa del sindaco

Il sindaco Francesco Sposetti ha respinto le accuse, sostenendo che il credito non fosse certificato e ricordando che il 21 febbraio 2024 il Tribunale di Civitavecchia aveva rinviato la decisione senza emettere l’ordinanza di ingiunzione, proprio per la complessità della materia. Da qui la scelta di affidare un incarico legale (delibera n. 38/2024) per proseguire l’azione giudiziaria, un percorso che – ha spiegato il sindaco – avrebbe potuto durare fino a dieci anni, con il rischio di soccombere almeno parzialmente e di sostenere ulteriori costi di contenzioso.

Sposetti ha inoltre evidenziato che l’accordo è stato avallato dal Collegio dei Revisori dei Conti e ha portato al riconoscimento, da parte di Talete, dell’intero capitale che il Comune riteneva di vantare. Per l’amministrazione, dunque, la transazione sarebbe stata una scelta legittima e conveniente, anche alla luce dell’interesse pubblico a garantire la continuità del servizio idrico. Anche il consigliere Ernesto Cesarini (ormai ex combattente grillino ridotto a pensionato spiaggiato) ha difeso l’accordo, richiamando il parere positivo “non scontato” dei revisori.

L’esito del voto

Dopo il dibattito, la mozione di Rosati – che chiedeva la revisione dell’accordo, il ricalcolo delle rate con applicazione di interessi congrui, la piena pubblicazione della documentazione, una relazione che dimostrasse la reale convenienza dell’intesa e l’esclusione dalle future compensazioni dei rimborsi dei mutui maturati dal 2025 in poi – è stata respinta con 8 voti contrari (Sposetti, Blasi, Battellocchi, Castignani, Cesarini, Giorgini, Scomparin, Tonicchi) e 5 favorevoli, su 13 presenti e votanti.

Verso un esposto alla Corte dei Conti

A seguito della bocciatura, l’opposizione ha annunciato la predisposizione di un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio, ai sensi dell’art. 52 del Codice di giustizia contabile (d.lgs. 174/2016), per segnalare ipotesi di danno erariale. L’esposto individua sette profili di criticità:

  1. Assenza dei presupposti della transazione, mancando – almeno per la maggior parte del credito – quella condizione di incertezza (“res dubia”) richiesta dall’art. 1965 c.c. e dagli orientamenti della Corte dei Conti in materia di razionalità, congruità e prudente apprezzamento;
  2. Assenza di reciprocità delle concessioni, con rinunce del Comune stimate superiori a quelle di Talete;
  3. Rateizzazione ultraquindicennale senza interessi, con conseguente svalutazione monetaria del credito, a fronte – secondo l’esposto – di un credito analogo del Comune di Viterbo nei confronti della stessa Talete che sarebbe stato saldato in cinque anni;
  4. Il meccanismo di compensazione dell’art. 4.2, che fissando un tetto di 100.000 euro alla rata annuale a fronte di consumi idrici comunali mediamente superiori, determinerebbe un saldo strutturalmente sfavorevole per l’ente;
  5. Carenza istruttoria e motivazionale, per la mancata produzione di una relazione che attestasse la convenienza economica della transazione, in contrasto con il PIAO 2025;
  6. Il difetto di trasparenza, per la mancata pubblicazione dell’accordo e la clausola di riservatezza tra le parti;
  7. Inadempimenti successivi, con riferimento alla fattura prot. 223/2026 da 152.530,82 euro, emessa dal Comune a inizio 2026 per il rimborso di rate di mutuo già versate dall’ente a Cassa Depositi e Prestiti, e non ancora saldata da Talete a distanza di oltre cinque mesi.

Sulla base di questi elementi, l’esposto quantifica in via preliminare il possibile danno erariale in almeno 330.484,74 euro di interessi rinunciati, oltre alla perdita di valore reale del credito derivante dalla rateizzazione fino al 2041.

Tutti i dati riportati sono tratti dalla delibera di Consiglio comunale n. 28 del 26 giugno 2026, dal relativo verbale di seduta e dalla Scrittura privata di accordo transattivo e compensazione sottoscritta tra Comune di Tarquinia e Talete S.p.A. in data 26 novembre 2025.

Agevoliamo il lavoro delle opposizioni che bivaccano sugli scranni dell’aula consigliare fornendogli noi l’esposto da presentare alla Corte dei Conti, basta scaricarlo e compilarlo nelle parti mancanti: