Procura di Perugia vieta che venga specificata la nazionalità di chi commette reati, Marchetti: “Gravità inaudita”

Procura di perugia

Il segretario della Lega Umbria pronto a presentare interrogazione al ministro Nordio

PERUGIA – “La decisione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia di prevedere che, salvo eccezionali e motivate ragioni di interesse pubblico, nei comunicati stampa degli uffici requirenti non venga indicata la nazionalità degli indagati rappresenta, a nostro avviso, un grave errore.

Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, riteniamo che una scelta di questo tipo riduca il livello di trasparenza dell’informazione istituzionale su un tema delicato come quello della sicurezza.
La presunzione di innocenza è un principio costituzionale che nessuno mette in discussione e che deve valere per chiunque. Ma qui non si parla di colpevolezza. Si parla del diritto dei cittadini a ricevere un’informazione completa. La nazionalità è un dato oggettivo e ometterla sistematicamente dai comunicati istituzionali non cambia la realtà: riduce semplicemente il livello di trasparenza con cui quella realtà viene raccontata.

I numeri parlano da soli. Gli stranieri rappresentano circa il 9% della popolazione residente in Italia, ma costituiscono il 34% della popolazione detenuta. Inoltre, secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono riferibili a cittadini stranieri il 52% delle denunce per rapina, il 50% dei furti, il 44% delle violenze sessuali e il 31% delle violazioni della normativa sugli stupefacenti. Di fronte a questi dati, la risposta delle istituzioni non può essere quella di eliminare un’informazione dai comunicati stampa. La trasparenza non alimenta la paura, alimenta la fiducia nelle istituzioni.

Nessuno intende criminalizzare un’intera comunità. Chi rispetta la legge, italiano o straniero che sia, merita rispetto. Ma proprio per questo è fondamentale distinguere tra integrazione e criminalità, senza censure e senza omissioni. I problemi si affrontano guardandoli in faccia, non facendo finta che alcuni dati non esistano. Per questo presenterò un’interrogazione al Ministro della Giustizia affinché il Governo chiarisca le ragioni di questa direttiva e valuti se sia coerente con i principi di trasparenza che devono caratterizzare la comunicazione istituzionale della giustizia. I cittadini hanno il diritto di conoscere i fatti nella loro interezza”.

Lo dichiara il deputato e segretario regionale della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti