Parroccini, Coletta e La Bella sul piede di guerra dopo le ultime “vicende comunali”
CIVITA CASTELLANA – È scontro politico sulla costituzione delle Commissioni consiliari permanenti. I consiglieri comunali di opposizione Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella puntano il dito contro il sindaco, accusandolo di non aver rispettato le scadenze previste dallo Statuto e dal Regolamento comunale e annunciando, in caso di ulteriori ritardi, il possibile coinvolgimento della Prefettura.
Nel comunicato diffuso dai tre esponenti della minoranza si legge che “il 10 luglio è scaduto il termine entro il quale il sindaco aveva l’obbligo di nominare i componenti delle Commissioni consiliari”, sottolineando come “si tratta di un preciso adempimento previsto dalle norme che disciplinano il funzionamento del Consiglio comunale e non di una scelta discrezionale”.
Secondo l’opposizione, la situazione rischia ora di compromettere anche il successivo passaggio istituzionale. “Entro il 20 luglio le Commissioni dovranno essere regolarmente insediate e operative”, ricordano i consiglieri, evidenziando che il ritardo accumulato dall’Amministrazione potrebbe rendere impossibile rispettare anche questa scadenza.
Non manca una stoccata politica rivolta al primo cittadino. “Comprendiamo che il sindaco sia impegnato su molti fronti. Forse, tra questi, c’è anche il delicato compito di trovare un equilibrio politico all’interno della maggioranza e di capire come far convivere, nella composizione delle Commissioni consiliari, le diverse anime della coalizione”, scrivono Parroccini, Coletta e La Bella.
Una giustificazione che, però, i consiglieri respingono con decisione: “Le dinamiche interne alla maggioranza non possono rappresentare una giustificazione per il mancato rispetto degli obblighi previsti dallo Statuto e dal Regolamento comunale”. E aggiungono: “Le scadenze istituzionali non sono subordinate agli equilibri politici e il corretto funzionamento del Consiglio comunale non può essere rallentato da trattative o valutazioni di natura partitica”.
La minoranza ribadisce quindi il ruolo delle Commissioni consiliari, definite “uno strumento fondamentale per il funzionamento dell’Ente”, perché è al loro interno che vengono approfonditi gli atti e svolta una parte essenziale dell’attività di indirizzo e controllo. “Ritardarne la costituzione significa ritardare il pieno funzionamento della macchina amministrativa”, si legge ancora nella nota.
Da qui la richiesta al sindaco di “adempiere immediatamente agli obblighi che gli competono”, procedendo senza ulteriori rinvii alla nomina dei componenti.
Infine arriva l’avvertimento più pesante: “Qualora anche tale scadenza dovesse essere disattesa, saremo costretti, nell’interesse del corretto funzionamento del Comune e del rispetto delle regole istituzionali, a richiedere l’intervento del Prefetto”.
L’affondo conclusivo è altrettanto netto: “Chi ha chiesto ai cittadini la fiducia per amministrare il Comune ha il dovere di dare per primo l’esempio nel rispetto delle regole. Gli annunci e gli slogan possono attendere: gli obblighi istituzionali, invece, hanno scadenze precise e devono essere rispettati, soprattutto da chi si vanta di essere depositario della democrazia”.

