Il parco ancora off-limits e con una data di termine dei lavori ancora molto lontana
MONTEFIASCONE – Cresce la rabbia dei cittadini per la situazione di Prato Giardino, uno dei parchi pubblici più frequentati di Montefiascone, ancora chiuso mentre i lavori procedono a rilento. Tra proteste sui social e malumori raccolti direttamente in città, i residenti chiedono spiegazioni al Comune e tempi certi per la riapertura.
Secondo quanto riferito, il termine dei lavori sarebbe previsto per la fine del mese. Una scadenza che, però, non rassicura i montefiasconesi. In molti fanno infatti notare che, una volta concluso il cantiere, sarà probabilmente necessario affrontare il consueto iter burocratico per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie alla riapertura. A questo si aggiunge il timore di eventuali ritardi nella consegna delle opere, con la conseguenza che il parco difficilmente tornerà fruibile nel breve periodo.
Una prospettiva che alimenta il malcontento, soprattutto in piena estate.
«È un luogo sottratto ai montefiasconesi – raccontano alcuni residenti – in primo luogo ai bambini, ma anche a chi era solito frequentarlo la sera. Proprio durante la stagione estiva ci è stato tolto e non sappiamo nulla sulla riapertura, che non è certo dietro l’angolo».
Tra i commenti più ricorrenti c’è anche quello di chi critica la gestione dei tempi dell’intervento. «Fare le cose al contrario in questo paese è la normalità, purtroppo», afferma un altro cittadino, interpretando un sentimento condiviso da molti.
La protesta continua a crescere sia dal vivo sia sui social network, dove numerosi cittadini stanno chiedendo chiarimenti e una comunicazione più puntuale sullo stato dell’intervento. Nel mirino finiscono l’Amministrazione comunale e la sindaca Giulia De Santis, dalle quali i residenti attendono ora una risposta ufficiale.
Prato Giardino rappresenta da sempre uno dei principali punti di ritrovo della comunità falisca, un luogo di svago e socialità frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e anziani. Proprio per questo, la sua prolungata chiusura viene vissuta da molti come una privazione, con la speranza che il parco possa tornare presto a essere uno spazio aperto e vissuto da tutta la cittadinanza.

