Un recente post social mette in evidenza come l’assessore Martinengo sia impegnato attivamente nel rispondere alle richieste di aiuto dei cittadini… del suo quartiere storico. Altre zone, come il Murialdo, sembrano invece finite nel dimenticatoio nonostante appelli, articoli e lamentele dei residenti
VITERBO – C’è un’immagine che negli ultimi giorni ha fatto il giro dei social viterbesi, raccogliendo like e commenti di plauso. Ritrae un’area giochi finalmente restituita alla pubblica fruizione, accompagnata dal ringraziamento pubblico di un cittadino all’assessore all’Ambiente, Giancarlo Martinengo.
La risposta dell’assessore non si è fatta attendere: “Noi ce la mettiamo tutta… il suo post mi conferma che esiste anche la collaborazione dei cittadini”. Un quadretto di efficienza amministrativa e civismo che scalda il cuore. Peccato che, per vederlo, bisogna recarsi a Santa Barbara, il quartiere che l’assessore chiama “casa”.

La politica del “buon vicinato”
È lodevole che un amministratore risponda con tempestività alle segnalazioni. Ed è giustissimo che Santa Barbara abbia parchi giochi sicuri e “giocabili”. Tuttavia, il confine tra l’essere un assessore efficiente e l’essere l’assessore “di quartiere” è molto sottile. Se la disponibilità di Martinengo e la sua capacità di intervento fulmineo sembrano attivarsi con particolare vigore proprio nelle zone che frequenta quotidianamente, sorge spontanea una domanda: la collaborazione coi cittadini è fondamentale ovunque, o ha un valore diverso a seconda del CAP di provenienza?
Il “buio” del Murialdo
Spostandosi di pochi chilometri, il panorama cambia drasticamente. Al Murialdo, il termine “collaborazione” sembra aver perso il suo smalto. Da mesi, se non anni, i residenti e le testate locali (compresa la nostra) documentano una situazione che definire degradata è un eufemismo:
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L’area antistante il Parco dell’Aeronautica: un percorso a ostacoli tra buche-trappola e incuria.
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Via Monti Cimini: un parco dove, tra scivoli arrugginiti e svastiche che deturpano gli arredi, il concetto di “area idonea ai bambini” sembra un ricordo sbiadito.
Qui le segnalazioni non mancano. Le foto, i video e le denunce dei cittadini del Murialdo sono decine. Eppure, qui la “tempestività” di Martinengo sembra essersi impantanata. Perché l’interesse dell’amministrazione non ha mai intercettato con la stessa forza il grido d’aiuto di questa zona? Forse perché il Murialdo non è l’”orticello di casa” dell’assessore?
Cittadini di serie B?
In questi giorni si parla molto dei nuovi investimenti – circa 176.000 euro – destinati dal Comune alla riqualificazione dei parchi giochi. È una notizia positiva, ma anche una prova del nove.
Caro Assessore, intervenire sotto casa è facile e porta consensi immediati, ma il suo mandato riguarda l’intera città. Il Murialdo non può e non deve sentirsi un quartiere di serie B. La collaborazione dei cittadini esiste, è forte e rumorosa anche lì: basta solo volerla ascoltare.
Ci auguriamo che i nuovi fondi non servano a fare “maquillage” dove la situazione è già sotto controllo, ma a sanare ferite aperte da troppo tempo. Perché un bambino che gioca tra le buche al Murialdo ha gli stessi diritti di uno che corre a Santa Barbara. La politica, quella vera, si misura sulla capacità di guardare oltre il proprio balcone.
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