SANTA FIORA – Il Comune di Santa Fiora, nel corso di un incontro che si è svolto nel Palazzo comunale, ha presentato ai cittadini e agli imprenditori i risultati di uno studio sulle potenzialità di sviluppo di una viticoltura di alta quota nel territorio comunale. Parliamo di terreni tra i 600 e gli 800 metri sopra il livello del mare. Lo studio è stato commissionato dall’amministrazione comunale alla società francese Vino Terra Evolution di Saint-Émilion, che lo ha realizzato in collaborazione con lo Studio Agronomico Bagnulo e lo studio associato FLOEMA.

L’analisi ha riguardato circa 14 ettari, distribuiti in 4 diverse aree del comune (Selva 1, Selva 2, Selva 3, La Bella e San Bastiano), analizzate tramite mappe topografiche e fosse pedologiche, ovvero scavi nel terreno realizzati per analizzare il suolo in profondità.
Dallo studio emerge che la maggior parte delle aree presenta condizioni favorevoli alla viticoltura, in particolare le zone di Selva e La Bella. Dal punto di vista climatico, secondo la classificazione viticola internazionale di Winkler, il territorio di Santa Fiora rientra nella “zona II”, più fresca rispetto ad altre aree di pregio della Toscana come Montalcino (zona III -IV). Questo tipo di clima favorirebbe a Santa Fiora la produzione di vini freschi, eleganti e longevi, con maturazioni più lente e aromaticità marcate. Il confronto climatico realizzato nello studio evidenzia inoltre che le condizioni di Santa Fiora sono comparabili con alcune importanti aree vitivinicole francesi, come la Borgogna e la Loira, suggerendo la potenziale adattabilità di vitigni di pregio come Pinot Nero, Chardonnay e Cabernet Franc.

Un altro elemento emerso riguarda la buona disponibilità idrica del territorio, con precipitazioni più abbondanti soprattutto in primavera e in autunno. Questo rappresenta una risorsa importante ma richiede anche una gestione agronomica attenta, per prevenire ristagni idrici e malattie fungine come la peronospora. Lo studio conferma che a Santa Fiora ci sono delle condizioni favorevoli per lo sviluppo di una viticoltura di qualità ad alta quota, capace di valorizzare terreni agricoli marginali e di aprire nuove opportunità di sviluppo agricolo ed economico per il territorio.
“Il Comune considera questo lavoro un primo passo conoscitivo, utile per orientare eventuali progetti futuri – spiega il sindaco Federico Balocchi -. Non c’è dubbio che a Santa Fiora si dovrà puntare su investimenti importanti, che portino a realizzare un prodotto di altissima qualità, anche perché parliamo di piccole produzioni. Mettiamo quindi questo studio a disposizione della libera iniziativa privata, pensando che ci possa essere un interesse da parte dell’imprenditoria locale (e la nutrita partecipazione all’incontro che abbiamo organizzato è già un segnale positivo), come auspico di attrarre investitori che abbiano canali commerciali avviati e che possano dare impulso alla crescita del territorio in questo settore. Il Comune, ovviamente, accompagnerà le idee e proposte che saranno sviluppate. Lo studio indica che sono possibili produzioni di alta qualità: siamo consapevoli che è una sfida complessa, ma merita provarci”.

“L’idea dello studio nasce dalla consapevolezza che la montagna sia una risposta alle problematiche del cambiamento climatico per la coltivazione della vite – aggiunge Tommaso Pastorelli, consigliere con delega all’agricoltura – e che il vino, più di ogni altro prodotto, permetta di valorizzare il territorio anche dal punto di vista ambientale e turistico. Attorno al vino si sviluppa un’intera filiera economica, che può portare sviluppo sostenibile e rendere Santa Fiora più attrattiva, per questo crediamo nelle potenzialità del settore. Ringraziamo i nostri consulenti insieme ai proprietari dei terreni che hanno messo a disposizione i loro campi per condurre le indagini. Da oggi consegnamo questi dati alla comunità e a coloro che vorranno investire, che potranno tenere in considerazione, se vorranno, questo studio”.

