VITERBO & BOLSENA – C’è grande attesa nel viterbese per il primo ciak di “Regina di Bastoni“, la nuova miniserie televisiva che da domani, lunedì 16 marzo 2026, vedrà impegnate le troupe cinematografiche tra i vicoli medievali del capoluogo e le sponde incantate del Lago di Bolsena.
Il progetto, diretto dal regista Christian Lanni, si preannuncia come uno degli eventi televisivi più significativi dell’anno, non solo per il valore artistico, ma per il potente messaggio sociale che porta con sé.
Una protagonista d’eccezione: Maria Grazia Cucinotta
A dare il volto e l’anima alla protagonista sarà Maria Grazia Cucinotta. L’attrice, icona del cinema italiano nel mondo e da anni in prima linea nelle battaglie per i diritti delle donne, è stata scelta per interpretare un ruolo complesso e sfaccettato.
La sua presenza non è solo una garanzia di qualità recitativa, ma aggiunge un peso simbolico enorme alla serie: la Cucinotta incarna perfettamente la forza e la dignità della “Regina” che dà il titolo all’opera, una donna che si trova a fronteggiare le diverse maschere della misoginia moderna, dal pregiudizio professionale alla violenza psicologica.
Bolsena: il set del riflesso e della rinascita
Se Viterbo, con il quartiere di San Pellegrino, rappresenterà il cuore pulsante della narrazione urbana e degli scontri sociali, Bolsena giocherà un ruolo fondamentale come location “emotiva”.
Le riprese sulle rive del lago e nel borgo antico di Bolsena serviranno a raccontare i momenti di introspezione della protagonista. Le acque del lago, con la loro calma apparente e la loro profondità, faranno da metafora alla ricerca di una nuova libertà interiore. Gli scorci della Rocca Monaldeschi e il lungolago diventeranno lo scenario di scene chiave dove la bellezza del paesaggio contrasterà con la durezza dei temi trattati, offrendo però uno spiraglio di speranza e rinascita.
Il format: 4 episodi contro il silenzio
La miniserie si articola in quattro episodi, ognuno dedicato a un diverso aspetto della condizione femminile. L’obiettivo dichiarato dalla produzione è quello di scoperchiare il vaso di Pandora della misoginia quotidiana:
La sfera lavorativa: Le barriere invisibili e il sessismo negli uffici.
La sfera privata: Il controllo coercitivo che si traveste da amore.
La sfera mediatica: Come i social e la stampa trattano spesso la donna come oggetto di giudizio.
La sfera istituzionale: Il lungo percorso verso una giustizia reale.
Un impatto sul territorio
L’arrivo di Maria Grazia Cucinotta e della produzione ha già generato un notevole fermento. Oltre al prestigio culturale, le riprese portano con sé un indotto economico importante per le strutture ricettive e i servizi locali di Viterbo e Bolsena. I sindaci delle due città hanno espresso grande soddisfazione, sottolineando come la Tuscia si confermi ancora una volta una “Terra di Cinema” capace di ospitare produzioni che sanno unire l’estetica all’etica.
“Girare in questi luoghi carichi di storia dà una forza incredibile al racconto. Maria Grazia Cucinotta è l’unica che poteva restituire la verità di questo personaggio: una donna che non si spezza, ma che trasforma le ferite in corazza.” – Christian Lanni, Regista.

