L’inviato Giulio Golia ha ricostruito quanto accaduto nella palestra devastata e incendiata da un uomo ora ai domiciliari
Nepi – Un racconto fatto di distruzione, paura e molti interrogativi è quello emerso nel servizio andato in onda alle Iene, dove l’inviato Giulio Golia ha ricostruito quanto accaduto nella palestra Next di Nepi, devastata e incendiata. La struttura appartiene all’ex campione del mondo di pugilato Giovanni De Carolis, che ha subito danni stimati in centinaia di migliaia di euro.
Tutto, come spiegato nel servizio, è iniziato con un messaggio vocale arrivato dall’estero. De Carolis si trovava in Brasile per un evento sportivo quando ha ricevuto la telefonata della cognata, presente in palestra durante l’accaduto. La donna, in lacrime, gli ha raccontato che un uomo stava distruggendo tutto. A quel punto il pugile ha controllato le telecamere di sicurezza e ha assistito in diretta alla scena: il responsabile utilizzava dei bilancieri per colpire attrezzature e vetrate, causando danni ingenti.
Secondo quanto ricostruito, l’autore del gesto – un giovane di origine siriana – avrebbe anche appiccato un incendio nella zona del ring, aggravando ulteriormente la situazione e coinvolgendo l’intera struttura, compresa la sala pesi.
Una volta rientrato in Italia, De Carolis ha effettuato un sopralluogo insieme all’inviato, mostrando incredulità per quanto accaduto: difficile, a suo dire, immaginare che una sola persona potesse provocare un simile livello di devastazione.
La palestra, inaugurata nel 2014, rappresentava per lui un progetto costruito nel tempo con grande sacrificio. Ogni elemento, ha raccontato, era stato realizzato poco alla volta, in una fase iniziale in cui le risorse economiche erano minime.
Le testimonianze raccolte indicano che il giovane frequentava la palestra da circa un anno. La violenza sarebbe scaturita dopo che gli era stato chiesto di interrompere un allenamento. In quel momento, i presenti hanno provveduto a far uscire le persone e ad allertare i soccorsi.
Nel servizio si è parlato anche dell’intervento delle forze dell’ordine. Alla domanda sul perché l’uomo non fosse stato fermato immediatamente, è stato spiegato che la gestione della situazione era legata a motivi di sicurezza.
Rimane però aperta la questione sulla sua posizione. In un primo momento si era parlato di detenzione dopo un processo per direttissima, ma successive verifiche hanno indicato che il giovane sarebbe stato rimesso in libertà, sollevando dubbi e preoccupazioni, soprattutto per il rischio di nuovi episodi o di fuga.
Tra i familiari di De Carolis il clima resta teso: la paura è concreta e il senso di insicurezza forte, tanto da compromettere anche il riposo quotidiano.
Nonostante tutto, però, la volontà è quella di ripartire. L’obiettivo dichiarato è ricostruire e andare avanti, affrontando questa nuova sfida con lo stesso spirito con cui, anni fa, era nata la palestra.

