Regione Lazio – La “melina” della Pisana: 5 mesi per (non) decidere sull’incompatibilità di Emanuela Zappone

Il Presidente Aurigemma firma la proposta di Deliberazione sulla consigliera subentrata a Enrico Tiero. Il Ministero dell’Ambiente si è espresso mesi fa, ma la decisione finale ancora latita

ROMA – Il 16 dicembre 2025, il Consiglio regionale del Lazio, noto per le sue politiche nella regione lazio, ha preso atto della sospensione di Enrico Tiero dalla carica di consigliere regionale, a seguito del suo coinvolgimento in un’indagine per presunta corruzione.

Contestualmente, l’aula ha deliberato la sua sostituzione temporanea con Emanuela Zappone, prima dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Latina.

Emanuela Zappone, che ricopriva — e tuttora ricopre — l’incarico di Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, ha mantenuto da allora entrambe le cariche. Inizialmente, era stato assicurato che le verifiche effettuate avessero confermato l’assenza di profili di incompatibilità. La stessa Zappone aveva dichiarato: “Si tratta di una situazione temporanea, ma farò del mio meglio. Sono felice per questa opportunità”.

La realtà dei fatti e le note del Ministero

PDC 55

La realtà che emerge dai documenti, però, è ben diversa. Lo si evince chiaramente dalle note trasmesse dal Ministero dell’Ambiente al Consiglio regionale e dalle successive determinazioni della Giunta delle Elezioni della Pisana, presieduta da Antonello Aurigemma.

Da circa cinque mesi, Emanuela Zappone esercita il mandato consiliare nonostante sia stata accertata la sua incompatibilità. A dimostrarlo è un atto pubblicato proprio in queste ore sul sito del Consiglio regionale: la proposta di Deliberazione consiliare n. 55 del 30 aprile 2026. Un documento “partorito” dopo un lungo procedimento amministrativo che, tuttavia, non può dirsi ancora concluso.

I tempi lunghi della burocrazia (e della politica)

L’atto, infatti, per essere esecutivo deve essere calendarizzato e votato in Aula. Al momento, non è dato sapere quando (e se) questo avverrà. Non si può non rilevare come, alla faccia della tanto declamata “snellezza” burocratica, appaia discutibile aver atteso quasi cinque mesi per giungere a una semplice interpretazione legislativa che, leggendo il testo della delibera, non lascia spazio a dubbi.

Il passaggio in Aula è necessario per il parere definitivo. Solo successivamente alla Zappone verrà concesso un ulteriore termine di 15 giorni per l’opzione definitiva. Nell’atto si legge infatti:

“DELIBERA di invitare la consigliera Emanuela Zappone ad optare, entro quindici giorni dall’approvazione della presente delibera, tra la carica di consigliere regionale e quella di Presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo, procedendo alla effettiva rimozione della causa di incompatibilità”.

Una norma inequivocabile

I tempi continuano dunque a dilatarsi: la Zappone rischia di restare in Consiglio regionale per oltre sei mesi in una situazione di irregolarità, nonostante la chiarezza dell’articolo 7 della Legge 14/1978. La norma stabilisce chiaramente che le nomine a cariche di vertice in enti pubblici sono incompatibili con le funzioni di membro dei consigli regionali.

A supporto di ciò vi sono le inequivocabili note del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (prott. CRL RU 5286 del 27 febbraio 2026 e 9048 del 26 marzo 2026), che hanno riscontrato un cumulo di cariche rilevante ai fini del D.lgs. 39/2013, ribadendo la necessità di esercitare l’opzione per evitare il conflitto.

Siamo di fronte a una “melina” amministrativa che ha permesso a Emanuela Zappone di occupare per mesi due poltrone di altissimo prestigio. È il classico caso in cui la toppa si è rivelata decisamente più grande del buco.