Dopo il crollo di gennaio, il Comune nomina come esperto l’Ing. Treta, già consulente peritale e progettista della controparte Talete SpA. Pesa sulla vicenda il ruolo del sindaco Sposetti, coinvolto nel contenzioso civile anche in veste di privato proprietario nel condominio
TARQUINIA – Il crollo di un muro non è mai solo un evento fisico; spesso è il cedimento strutturale di un delicato equilibrio tra responsabilità pubblica e interessi privati.
A Tarquinia, il caso del Condominio Santa Lucia è diventato l’emblema di un intreccio burocratico e legale che sembra uscito da un romanzo di intrighi cittadini, dove i ruoli si sovrappongono fino a confondersi.
Tutto precipita — letteralmente — il 26 gennaio 2026. In una giornata segnata dalle piogge, il muro di contenimento del condominio Santa Lucia, già provato da anni di infiltrazioni, cede parzialmente.
Non è un fulmine a ciel sereno: il dissesto era stato oggetto di una lunga battaglia legale (R.G.N. 3383/2023) presso il Tribunale di Civitavecchia.
Già nel settembre 2025, una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) aveva individuato una responsabilità specifica: i danneggiamenti erano riconducibili allo sversamento fognario gestito dalla Società Talete S.p.A..
Tuttavia, il crollo di gennaio ha cambiato radicalmente lo stato dei luoghi, rendendo la precedente perizia obsoleta agli occhi del Giudice.
Il ricorso d’urgenza presentato dal condominio il 27 febbraio 2026, volto a ottenere il ripristino immediato a spese del Comune e di Talete, è stato respinto a metà marzo. Ma la gravità della situazione ha spinto il Tribunale ad anticipare l’udienza e a disporre una nuova CTU per quantificare lavori e costi di ripristino.
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Al centro di questa vicenda si staglia la figura di Francesco Sposetti, sindaco di Tarquinia. La situazione è peculiare: Sposetti è, al contempo, il rappresentante legale dell’Ente coinvolto nel contenzioso e un privato cittadino proprietario di un immobile proprio all’interno del condominio Santa Lucia.
Questa doppia veste pone un interrogativo etico e procedurale. Se da una parte l’amministrazione deve tutelare le casse comunali e la pubblica incolumità, dall’altra il vertice di quella stessa amministrazione ha un interesse diretto nel successo dell’azione legale del condominio contro il Comune (o contro Talete, per evitare che le spese di ricostruzione ricadano sui condomini).
Nonostante il Segretario Generale, la dott.ssa Stefania Anna Maria Gaetani, abbia dichiarato l’insussistenza di conflitti di interesse ai sensi della L. 190/2012, la percezione pubblica rimane tesa, specialmente alla luce della scelta del perito.
Per difendere gli interessi del Comune nella nuova fase peritale, è stato confermato l’incarico all’Ing. Francesco Treta di Viterbo. Una scelta di continuità, dato che Treta era già stato nominato CTP (Consulente Tecnico di Parte) nel gennaio 2025.
Tuttavia, scavando negli archivi della Talete S.p.A. — il soggetto che la precedente perizia indicava come responsabile del danno — emergono dettagli che complicano il quadro:
file_82_000000019332_14436- Nel gennaio 2023, Talete ha affidato all’Ingegner Treta (tramite la sua società TJT Ingegneria) la progettazione esecutiva dell’impianto di potabilizzazione di Monte Romano, per un compenso di circa 13.000 euro.
- Pochi giorni dopo, il 16 gennaio 2023, la stessa Talete ha nominato l’Ingegner Treta come proprio Consulente Tecnico di Parte in una causa civile presso il Tribunale di Viterbo
Ci troviamo di fronte a un paradosso professionale: il Comune di Tarquinia affida la propria tutela tecnica a un professionista che ha rapporti economici e di consulenza consolidati con la controparte (Talete).
In un processo dove l’obiettivo del CTP comunale dovrebbe essere quello di dimostrare la responsabilità di Talete per lo sversamento fognario, la domanda sorge spontanea: può un consulente agire con la necessaria “aggressività” tecnica contro una società che, in altri tavoli, è il suo principale committente?
La determinazione dirigenziale del 4 maggio 2026 sottolinea l’urgenza di provvedere, dato che le operazioni peritali iniziano il 5 maggio. Cioè oggi. Eppure, in questa corsa contro il tempo, sembra essere mancata una comunicazione cruciale. Il professionista, pur rendendosi disponibile, non pare aver esplicitato i suoi legami professionali correnti con Talete, o quantomeno tali legami non sono stati menzionati come potenziale ostacolo nella nomina comunale.
t000051933_006000_ode_seggen_51933Il rischio non è solo di natura legale, ma d’immagine. Un’amministrazione guidata da un Sindaco-condomino che nomina un perito “vicino” a Talete per una causa contro Talete e il Comune stesso, crea un corto circuito informativo che mina la fiducia dei cittadini nella gestione della cosa pubblica.
Mentre le operazioni peritali prendono il via, il muro di via di Santa Lucia resta lì, parzialmente crollato, a ricordare che la fisica non aspetta i tempi della burocrazia o le risoluzioni dei conflitti d’interesse.
La posta in gioco è alta: non si tratta solo di chi pagherà il conto della ricostruzione, ma di come le istituzioni gestiscono la trasparenza quando gli interessi personali e professionali si intrecciano in modo così fitto.
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Il Tribunale di Civitavecchia dovrà ora districare questa matassa, sperando che la prossima perizia poggi su fondamenta più solide di quelle del muro in questione.
Resta da vedere se il Comune di Tarquinia, di fronte a queste evidenze, riterrà opportuno confermare la fiducia all’ingegner Treta o se, per prudenza, cercherà un consulente privo di legami con la controparte fognaria.
Considerando la delicatezza del ruolo del CTP, pensi che l’amministrazione dovrebbe richiedere una dichiarazione integrativa al consulente riguardo ai suoi rapporti professionali attivi con le altre parti in causa?

