Fulcro dell’evento la prolusione del prof. Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei italiani, ospite d’eccezione dell’inaugurazione
VITERBO – Una mattinata dedicata alla memoria, alla ricerca e al futuro dell’archeologia quella andata in scena ieri all’auditorium “Carlo Azeglio Ciampi” di Santa Maria in Gradi, a Viterbo, per l’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi della Tuscia.
Un appuntamento di rilievo nazionale che ha riunito docenti, studenti, rappresentanti istituzionali e figure di primo piano del mondo della cultura e dell’archeologia italiana.
Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti istituzionali della rettrice dell’Unitus, la professoressa Tiziana Laureti, del direttore della Unitus Academy Alessandro Sterpa, del direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma e del direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, il professor Salvatore De Vincenzo.
Nel suo intervento, la rettrice Tiziana Laureti ha sottolineato il valore formativo della scuola, definendola “non un semplice prolungamento degli studi universitari, ma il luogo in cui ciò che si è appreso si trasforma in consapevolezza e pratica”.
“La Tuscia – ha affermato – sente la responsabilità del proprio territorio e della sua immensa memoria storica”. Poi il messaggio rivolto agli specializzandi: “Impegno, metodo e pazienza saranno fondamentali. Questa scuola vi permetterà di lavorare sul campo, mettervi alla prova e perfezionarvi”.
Nel finale del suo discorso, la rettrice ha richiamato Virgilio: “Le cose conservano traccia della vita umana”. “A voi – ha detto rivolgendosi agli studenti – il compito e l’onore di ritrovare, riscoprire e trasmettere queste tracce ai posteri”.
Particolarmente significativo anche l’intervento del professor Salvatore De Vincenzo, che ha ricordato la crescita rapidissima della scuola di specializzazione, nata appena due anni fa ma già capace di raggiungere circa 130 allievi, pari a quasi un terzo degli specializzandi italiani del settore.
De Vincenzo ha inoltre evidenziato come il percorso offra concrete opportunità professionali e di collaborazione interna agli studenti al termine della specializzazione, rafforzando il legame tra formazione, ricerca e attività sul territorio.
A portare il saluto del Ministero della Cultura è stato Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, che ha posto l’accento sul valore delle collaborazioni costruite negli ultimi anni dalla Direzione generale dei musei. “Sono nate missioni universitarie e collaborazioni internazionali di amplissimo respiro – ha spiegato – non semplici eventi episodici, ma rapporti organici tra università italiane e straniere”.
Momento centrale della mattinata la prolusione del professor Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della Cultura, dedicata al tema “Mosaici e spazio domestico a Pompei: la Casa di Orione”.
Osanna ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante attraverso gli ultimi scavi di Pompei, soffermandosi in particolare su uno dei mosaici più suggestivi emersi recentemente: quello che sembrerebbe raffigurare Orione con ali di farfalla.
Nel suo appassionato intervento, il direttore generale Musei ha evidenziato come la ripresa degli scavi pompeiani, fino a pochi anni fa ritenuta quasi impossibile, abbia aperto una nuova stagione per l’archeologia italiana. Un modello, secondo Osanna, che deve rappresentare un punto di partenza anche per il futuro della ricerca archeologica nel resto del Paese.


