Viterbo – L’UDC risponde per le rime a Noi Moderati: “Hanno avuto i loro cinque minuti di notorietà”

VITERBO – “Cinque minuti di notorietà. Alla fine, anche Noi Moderati hanno avuto i loro cinque minuti di pubblicità. Evidentemente, non essendo riusciti a conquistarla durante la campagna elettorale nel viterbese, hanno deciso di cercarla con qualche comunicato sopra le righe”. Lo fanno sapere dall’UDC.

“La Governatori – prosegue la nota -, ancora una volta, non si smentisce mai. I modi utilizzati poco si addicono al partito che rappresenta, ma ormai il copione è noto: più che politica, sembra teatro d’assalto.

Sulla questione di Ugo Poggi, però, sarebbe opportuno ricordare una cosa molto semplice: il consigliere Poggi è prima di tutto una persona. Una persona capace di intendere e di volere, che ha fatto una scelta sulla base delle proprie valutazioni e delle proprie perplessità rispetto al percorso con voi.

O forse, cara rappresentante di Noi Moderati, pensavate davvero che le persone dovessero chiedere il permesso per scegliere liberamente?

Ugo Poggi è sempre stato vicino all’UDC, fatta eccezione per il periodo in cui, durante la crisi del partito, scelse di candidarsi con Rinascimento. Ma evidentemente alcuni cambi di casacca sono nobili e comprensibili. Mentre altri diventano scandali nazionali.

Del resto, i passaggi da un partito all’altro dovreste conoscerli piuttosto bene. Anche qualche consigliere regionale arrivava dall’UDC e, dopo un brevissimo passaggio, approdava serenamente in Noi Moderati. Però, in quel caso, tutto andava bene e nessuno trovava nulla da ridire.

E qui, cara Governatori, viene in mente la favola della volpe e l’uva: quando la volpe non riesce ad arrivare all’uva, allora dice che è acerba. Forse il problema non è la scelta di Poggi, ma il fatto che qualcuno non sia riuscito a trattenerlo.

Curioso come la coerenza, in politica, venga usata un po’ come il Wi-Fi: funziona solo quando fa comodo.

Purtroppo la politica fatta con il fioretto è per pochi. Lei, cara segretaria, ancora una volta ha preferito usare le bombe a mano. Il problema è che tutto questo rumore non porta a nulla, se non a regalare un paio d’ore di visibilità a chi, probabilmente, non era riuscito ad averne abbastanza durante questi giorni di campagna elettorale. E forse è proprio questo il punto”.