L’ex sindaco “comunista” spedisce alle redazioni un appello pro-Manuelli, poi cancella il post sui social ma la frittata era già fatta. Il candidato civico se la prende col centrodestra, ma la verità è un’altra: per anni hanno governato insieme. E Gasparri si ritrova solo contro un sistema di potere che dura da quasi un decennio
SANTA MARINELLA – A quattro giorni dal ballottaggio di Santa Marinella — urne aperte domenica 7 e lunedì 8 giugno — la campagna elettorale per la scelta del nuovo sindaco della Perla del Tirreno è deflagrata in modo fragoroso, con un protagonista involontario e uno scenario che, a guardarlo bene, racconta molto di più di quanto sembri: racconta la vera natura delle alleanze e delle convenienze che da anni governano questa città.
Mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 12:16, alle caselle di posta elettronica delle redazioni locali è arrivata una mail. Mittente: la segreteria dell’ex sindaco Pietro Tidei. Oggetto: un comunicato stampa con “cortese richiesta di pubblicazione”. Il testo, nella sua schiettezza quasi disarmante, non lasciava spazio a interpretazioni:
“DOMENICA 7 E LUNEDÌ 8 GIUGNO SI VOTA. Cari Amici, come abbiamo deciso insieme, è il momento di farci sentire. Dobbiamo andare a votare per mandare all’opposizione questo centrodestra vorace e pericoloso, che ha fatto fallire il nostro Comune lasciandolo sommerso dai debiti e con le infrastrutture civili ed ambientali totalmente distrutte. Il loro tempo è scaduto. L’ALTERNATIVA VALIDA C’È: ALESSIO MANUELLI. Vi invito a votarlo con convinzione e massima fiducia. Forza, utilizziamo quest’ultima settimana per mobilitarci e convincere parenti, amici e conoscenti a scegliere Alessio Manuelli come futuro Sindaco della nostra città. Mi raccomando, diamoci da fare tutti insieme. Andate al mare, ma ricordatevi che il futuro della Comunità dipende soprattutto da noi.”
Il comunicato, nello stesso momento, veniva pubblicato anche sulla pagina social personale di Pietro Tidei. Un endorsement esplicito, diretto, inequivocabile: l’ex primo cittadino di Santa Marinella — figura di sinistra, per molti anni punto di riferimento del centrosinistra locale — scende in campo apertamente per Alessio Manuelli, candidato civico sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle.
Il putiferio e la retromarcia sui social
La reazione è stata immediata. Nelle redazioni le mail erano già arrivate e non c’era modo di richiamarle. Ma sui social — dove le cose viaggiano ancora più in fretta e fanno molto più rumore — il post di Tidei ha scatenato quello che si può definire senza esagerazione un vero e proprio putiferio politico.

La pressione è stata tale che Tidei ha cancellato il messaggio dalla sua pagina. Troppo tardi. Lo screenshot era già stato condiviso centinaia di volte, i commenti si erano moltiplicati, e le redazioni avevano già ricevuto il comunicato stampa per intero. La classica frittata già fatta.
È arrivata quindi l’errata corrige, il tentativo di correggere la traiettoria, di smorzare i toni. Ma come spesso accade in politica, le smentite tardive tendono ad amplificare più che a ridimensionare. E questa non ha fatto eccezione.
La reazione di Manuelli: colpevole il centrodestra
A questo punto ci si sarebbe aspettati da Alessio Manuelli una presa di distanze netta, pubblica, immediata dall’abbraccio — non richiesto, almeno ufficialmente — dell’ex sindaco. Invece è accaduto qualcosa di diverso e, per molti osservatori, molto più rivelatore.
Manuelli se l’è presa con il centrodestra. Ha accusato la coalizione di Damiano Gasparri di aver alzato i toni, di strumentalizzare la vicenda, di creare tensione. Una risposta che, anziché mettere distanza tra lui e Tidei, ha finito per confermare esattamente quello che il centrodestra sosteneva da settimane.
La reazione di Manuelli, per quanto comprensibile emotivamente, è stata sbagliata nella sostanza. Ingiusta, per usare una parola precisa. Il centrodestra non ha inventato nulla: si è limitato a prendere atto di un comunicato stampa — non intercettato, non trafugato, non distorto — inviato dallo stesso Tidei alle redazioni in piena luce del giorno, alle 12:16 di un mercoledì. Se c’è qualcuno che ha “alzato i toni”, è stato proprio l’ex sindaco con la sua mossa clamorosa.
La verità che scomoda: anni di governo insieme
Ma il nodo vero della questione è un altro, ed è quello che i santamarinellesi meritano di leggere chiaramente, senza filtri.
Alessio Manuelli, Gino Vinaccia e Pietro Tidei non sono avversari di lunga data che si sono ritrovati improvvisamente sullo stesso campo. Sono tre figure che hanno condiviso anni di governo della città, lavorando fianco a fianco, costruendo insieme quella stagione amministrativa che i cittadini di Santa Marinella hanno giudicato alle elezioni del 25 maggio — esprimendo, tra l’altro, la più alta affluenza del Lazio in questa tornata elettorale, quasi a testimoniare quanto la posta in gioco fosse sentita.
Il centrodestra di Gasparri ha detto una cosa semplicissima, e sostanzialmente vera: Manuelli è la prosecuzione dell’amministrazione Tidei. Lo dice il centrodestra, certo. Ma lo ha detto anche Tidei stesso, con il suo comunicato. “Come abbiamo deciso insieme“, scrive il testo del comunicato. Un dettaglio lessicale che vale più di mille analisi.
Manuelli e Vinaccia hanno preso le distanze da Tidei solo nell’ultimo trimestre, negli ultimi tre mesi prima delle elezioni. Una rottura tardiva, strumentale alle logiche elettorali del momento, che difficilmente può essere spacciata per una discontinuità autentica. I cittadini che li hanno visti lavorare insieme per anni sanno bene come stanno le cose. E anche se la memoria politica locale è spesso corta, questa volta i tempi sono troppo stretti perché il cambiamento di facciata possa risultare credibile.
Il caso Forza Italia e D’Ottavio: il nemico in casa di Gasparri
C’è poi un ulteriore capitolo di questa storia che merita attenzione, perché rivela la complessità — e la solitudine — della posizione di Damiano Gasparri in questo ballottaggio.
Forza Italia, con il coordinatore locale D’Ottavio, ha assunto un atteggiamento che, secondo le voci che circolano con insistenza, avrebbe contribuito a sabotare anziché sostenere il candidato del centrodestra. D’Ottavio è da sempre considerato vicino a Pietro Tidei: un legame politico e personale che risale a tempi lontani e che non si è esaurito con il cambio di stagione politica.
Il risultato, stando a quanto si sussurra negli ambienti che contano, è che Gasparri si ritrova oggi a combattere su due fronti: quello dichiarato contro Manuelli, e quello interno, contro chi avrebbe dovuto sostenerlo e invece ha lavorato sottotraccia per indebolirlo. La candidatura di Maria Rosaria Rossi — sostenuta anche da Forza Italia ma attestatasi a un modesto 5,27% al primo turno — ha ulteriormente frammentato il campo del centrodestra, sottraendo voti preziosi al candidato principale della coalizione.
Otto anni di “dominio imperiale”: il nodo che nessuno vuole sciogliere
La vicenda del comunicato di Tidei, con tutto il caos che ne è seguito, rischia di far passare in secondo piano la questione più importante: dopo quasi dieci anni di governo tideiano — concluso peraltro non per libera scelta ma attraverso una sfiducia e il conseguente commissariamento del Comune — Santa Marinella si trova davanti a un bivio storico.
Da un lato Damiano Gasparri, medico, candidato del centrodestra, che arriva al ballottaggio in vantaggio con il 32,58% dei voti al primo turno, pari a 3.009 preferenze. Dall’altro Alessio Manuelli, anch’egli medico, candidato civico con l’appoggio del M5S, che ha ottenuto il 27,77%, pari a 2.565 voti. Fuori dal ballottaggio Emanuele Minghella, il candidato del centrosinistra strutturato — quello di Pd, Lista Tidei e affini — fermo al 25,52%.
Il dato politico più significativo di questo primo turno è proprio questo: i santamarinellesi hanno punito l’area riconducibile a Tidei in senso stretto, non eleggendo al ballottaggio il candidato che portava la sua lista nel simbolo. Ma la mossa del vecchio sindaco — prima quella notturna di candidatura di Manuelli presentato come “piano B”, poi quella del comunicato stampa del 3 giugno — sembra voler dimostrare che il sistema di potere costruito in quasi un decennio non si lascia smantellare facilmente.
È questo il vero tema del ballottaggio di Santa Marinella. Non la diatriba sul comunicato, non le reazioni scomposte, non le errate corrige tardive. La domanda che i cittadini sono chiamati a rispondere domenica e lunedì è se la Perla del Tirreno vuole davvero voltare pagina, oppure se preferisce, sia pure con un volto diverso e una narrativa aggiornata, continuare a farsi governare dagli stessi equilibri di sempre.
Gasparri combatte in condizioni di svantaggio strutturale: contro di lui non c’è solo Manuelli, ma un sistema rodato che sa muoversi, sa organizzarsi, e ha dimostrato — anche con il goffo comunicato di mercoledì — di non avere alcuna intenzione di cedere il campo. Il voto di domenica e lunedì dirà se quel sistema è ancora abbastanza forte da resistere, oppure se i cittadini di Santa Marinella sceglieranno davvero il cambiamento.

