TARQUINIA – Il super poliziotto di Tarquinia arriva a Quarto Grado. Toni Mancini, trent’anni passati nella Polizia scientifica e nel commissariato di Tarquinia, specializzato in audio trascrizioni ha aperto la puntata di ieri, 4 giugno, dopo aver analizzato per la trasmissione di Rete quattro i famosi soliloqui di Andrea Sempio, quelli che per gli inquirenti nasconderebbero il movente che lo avrebbe portato ad uccidere Chiara Poggi.
“Il primo ascolto va fatto senza contesto per non essere influenzati – le parole di Mancini alla giornalista Anna Boiardi – poi si procede alla trascrizione ripulendo anche più volte“.
Mancini analizza il metodo utilizzato.
“Abbiamo decompresso i file con l’utilizzo di diversi software e applicato filtri del sistema dei Noise per togliere i rumori di sottofondo“.
“Non ci voglio parlare con te…. riusciamo a vederci…ho messo giù il telefono…non l’ho più trovato (il video ndr))…”
Sarebbero queste le frasi pronunciate da Sempio in solitudine mentre era alla guida della sua auto, con particolare approfondimento per la parola “video”, dalla cui visione sarebbe scaturita la passione di Sempio per Chiara, uccisa per aver rifiutato le sue avances quel maledetto giorno di diciannove anni fa.
Boiardi insiste quindi proprio su questo passaggio: “La parola chiave “video” si sente?”
La risposta di Mancini non lascia spazio a dubbi: “No assolutamente no“.
Secondo le trascrizioni degli inquirenti pronuncerebbe anche la parola “penna”, riferito alla pennetta usb contenente il video privato tra Chiara e Alberto.
Anche in questo caso Mancini afferma di non sentire tale la parola.
“Chi afferma di averle sentite– sottolinea il poliziotto – se ne assume le responsabilità. Se riesce a fare una pulizia profonda e tirarle fuori va bene, perché le parole devono essere udibili da chiunque e non da una o due persone”.

