Santa Marinella – La Perla del Tirreno si sceglie il sindaco, finito il tideismo si volta pagina

manuelli gasparri

Due dottori per curare una città travolta da scandali, polemiche ed inchieste giudiziarie

SANTA MARINELLA – La campagna elettorale si è chiusa ieri sera a mezzanotte. Domani i seggi aprono per l’ultima volta: alle 15 di lunedì 8 calerà il sipario, e intorno alle 17 Santa Marinella conoscerà il nome del suo nuovo sindaco.

Una delle sfide più lunghe e combattute che la città ricordi si è consumata tra polemiche, ribaltoni e qualche colpo basso di troppo. Da una parte Damiano Gasparri, medico, candidato del centrodestra. Dall’altra Alessio Manuelli, medico anche lui, trent’anni, espressione del M5S e di parte del centrosinistra.

A dare il la definitivo alla vigilia del voto è stato il confronto televisivo, che ha visto prevalere Gasparri su un Manuelli sul quale aleggia l’ombra della sua maggioranza uscente.

Il momento più rivelatore è arrivato quando al giovane candidato è stata posta una domanda semplice ma diretta: come pensa di conciliare il suo lavoro da medico ospedaliero con l’eventuale ruolo di sindaco? La risposta è stata altrettanto diretta — forse troppo per un candidato a poche ore dal voto: la priorità, ha detto, resta la sua professione che sarà equamente divisa con quella eventuale di sindaco. Del resto, a trent’anni, con una carriera davanti e un futuro lavorativo di tutto rispetto, è comprensibile che il mestiere conti più di ogni altra cosa, qualunque sia l’esito delle urne. Un’onestà che fa onore alla persona, ma che sul piano della campagna elettorale ha lasciato più di un interrogativo agli elettori.

Il ballottaggio, dopo le fiammate della campagna principale, si era consumato in un clima più ovattato. Quindici giorni senza grandi colpi di scena, se non quelli — inevitabili, quasi rituali — di Pietro Tidei. L’ex sindaco, figura ingombrante come poche, non si è sottratto al palcoscenico neanche stavolta.

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Alessio Manuelli

Manuelli ha condiviso con Tidei gli ultimi tre anni di governo cittadino. Un’esperienza finita nel modo più clamoroso: la decadenza del sindaco per mano dei suoi stessi consiglieri di maggioranza. Una defenestrazione interna che ha rimescolato le carte, spingendo lo stesso Manuelli a prendere le distanze da chi lo aveva sostenuto fino a quel momento. Minghella, candidato della coalizione tidei-dipendente, si è trovato così in una posizione paradossale — delfino di un padre-padrone diventato fardello — e la sua corsa si è chiusa fuori dal ballottaggio.

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Damiano Gasparri

Alle 17 di lunedì 8 si conoscerà il verdetto. I voti saranno secchi, senza mediazioni. E qualunque sarà l’esito delle urne, Santa Marinella aprirà una pagina nuova: per la prima volta dopo otto anni, il timone della città passerà a un santamarinellese. Non un nome importato, non un’investitura calata dall’alto. Un figlio di questa costa, con tutto ciò che questo significa in termini di radicamento, di responsabilità, di aspettative.

La Perla del Tirreno si sceglie il suo futuro. Lunedì si conta.