A Poggio Bustone due giovani gravemente feriti (uno politraumatizzato) hanno atteso invano l’arrivo dell’elicottero dell’Ares 118. Fatto gravissimo che può aver pregiudicato la salute dei feriti
VITERBO – A Poggio Bustone, nel Reatino, un grave incidente stradale nel pomeriggio di ieri lungo via Francescana, dove si è verificato uno scontro tra un’auto e una motocicletta. Un giovane di circa 25 anni, politraumatizzato è stato intubato sul posto. Una situazione nella quale il fattore tempo può fare la differenza tra la vita e la morte.
Eppure, secondo le prime informazioni, nessun elicottero sarebbe risultato immediatamente disponibile: i due mezzi operativi erano già impegnati in altre missioni, mentre l’elicottero ARES 33 della base di Viterbo, un H145, risulta fermo da giorni per avaria tecnica. A questo si aggiunge l’assenza, ormai da tempo, di un reale elicottero stand-by disponibile sul territorio regionale.

È esattamente lo scenario che era stato denunciato: in mancanza dell’elicottero di Viterbo e senza un mezzo di riserva effettivamente pronto all’impiego, qualsiasi sovrapposizione di missioni o fermo tecnico avrebbe potuto generare scoperture territoriali e gravi ritardi nell’intervento sanitario avanzato. Quanto accaduto a Poggio Bustone sembra confermare, nei fatti, la fragilità dell’attuale organizzazione del servizio.
La situazione è ancora più grave se si considera che le province di Viterbo e Rieti comprendono aree montane, interne e difficilmente raggiungibili, dove l’elisoccorso rappresenta spesso l’unica risposta realmente compatibile con le esigenze dei pazienti più gravi.
Ma per capire come si è arrivati a questo punto bisogna tornare indietro di anni.
Una gara nata male: gli elicotteri “di cartone”
L’appalto per l’elisoccorso del Lazio è stato indetto dall’ARES 118 nel lontano 2019, per un valore iniziale di 53,8 milioni di euro, con l’obiettivo di assegnare per cinque anni il servizio di soccorso immediato delle chiamate in codice rosso. La gara ha subito molteplici interruzioni e ricorsi, fino all’aggiudicazione a Elifriulia nel dicembre 2022.

Fin dall’inizio, però, le basi dell’appalto sono apparse tutt’altro che solide. Quando Elifriulia ha partecipato alla gara, ha dichiarato di possedere un certo numero di elicotteri pronti a svolgere le missioni, come previsto dal capitolato. In realtà quella dichiarazione si è rivelata falsa: i mezzi indicati non erano di sua proprietà, erano ufficialmente immatricolati da un’altra società e da tempo in servizio operativo in Francia, presso il SAMU (Service d’Aide Médicale d’Urgence).
A dare ulteriore prova delle false comunicazioni in sede di aggiudicazione è emerso che Elifriulia — società dal nome italiano ma controllata dal gruppo spagnolo Eliance — ha dovuto successivamente acquistare tre nuovi elicotteri Airbus H145 tramite un finanziamento di circa 25 milioni di euro da UniCredit Bank GmbH, con garanzia della capogruppo Eliance. Un acquisto avvenuto dopo l’aggiudicazione, a conferma che i mezzi dichiarati in gara non fossero mai stati realmente disponibili.

Alcuni osservatori sostengono che il ritardo di quasi due anni nell’aggiudicazione del servizio sia servito proprio a dare a Elifriulia il tempo necessario per acquisire il possesso reale degli elicotteri, permettendole poi di richiedere la sostituzione di quelli “di cartone” dichiarati in precedenza.
L’ANAC e la Procura entrano in scena
Le carte sono finite inevitabilmente anche presso gli uffici della Procura della Repubblica di Roma, dove si contestano sia le false dichiarazioni in fase di aggiudicazione sia il successivo cambio degli elicotteri — sostituiti dopo l’assegnazione perché quelli indicati nell’offerta erano ormai considerati “usati” per il tempo trascorso — con sospetti anche sulla commissione incaricata di analizzare la proposta di sostituzione.
Il gioco delle tre carte: l’elicottero “rubato” al Lazio per vincere in Basilicata
Il capitolo più sconcertante si apre nell’estate del 2025. Al centro dello scandalo c’è l’elicottero H145 con marche I-MIOR, indicato nell’offerta tecnica di Elifriulia come «quarto elicottero» di backup per il Lazio, pronto a decollare entro 20 minuti in caso di fermo di uno dei mezzi titolari. Invece, dal 15 luglio 2025, questo velivolo opera stabilmente in Basilicata.

Non è tutto. L’elicottero I-DTRE — mai offerto in gara, mai sottoposto a verifica della commissione giudicatrice né all’ENAC — è stato impiegato come sostituto dell’elicottero titolare I-DAJE. Lo stesso I-DTRE ha poi preso il posto dell’I-BEES, titolare della base di Latina, lasciando di fatto scoperta la Regione. Si tratta di sostituzioni non autorizzate e tecnicamente irregolari, che violano le prescrizioni del capitolato tecnico e introducono potenziali rischi per la sicurezza del volo, non essendo mai state verificate le prestazioni di questi mezzi in scenari HEMS.
In Basilicata, l’ASP ha a sua volta contestato a Elifriulia il mancato arrivo del terzo mezzo di scorta, con riferimento esplicito al «mezzo sottratto al Lazio». Un elicottero usato come garanzia per due contratti pubblici simultanei, in due regioni diverse.
Le contestazioni di ARES 118 sono state esplicite: lo spostamento dell’I-MIOR è stato definito «del tutto inaccettabile, in violazione delle statuizioni contrattuali e potenzialmente suscettibile di rilievi di natura penale». Il Direttore Generale Narciso Mostarda ha trasmesso gli atti alle Procure della Repubblica di Roma e di Potenza, nonché alla Corte dei Conti.
Elifriulia ha replicato sostenendo che la sostituzione dell’elicottero di backup con un altro mezzo identico per modello, tipo, variante e prestazioni rientrasse nella normale gestione operativa della flotta, come previsto dalla normativa aeronautica e dalla documentazione contrattuale.
L’inchiesta della Guardia di Finanza e le penali fantasma
La Procura di Roma ha avviato un fascicolo esplorativo — senza indagati — con l’ipotesi di inadempimento in pubbliche forniture. Da luglio 2025, secondo i PM, Elifriulia avrebbe messo a disposizione del servizio nel Lazio soltanto tre elicotteri, contro i quattro previsti dal contratto. La Guardia di Finanza ha acquisito gli atti relativi al contratto tra ARES 118 e Elifriulia, delegata alle indagini dal sostituto procuratore Gianfranco Gallo.

Eppure il contratto non è stato revocato. L’appalto dell’elisoccorso del Lazio affidato a Elifriulia è un dossier pieno di ombre, rilievi formali e polemiche operative, mentre le sanzioni previste dal capitolato non risultano applicate nella loro pienezza. L’ANAC ha già bacchettato ARES 118 e la Regione per la gestione della gara; la vicenda è finita in Procura e alla Corte dei Conti, ma dalla Direzione Generale non è emersa alcuna misura davvero incisiva: al massimo la nomina di un perito aeronautico per verificare lo stato dei mezzi.
Nel frattempo il contratto con Elifriulia è stato mantenuto in essere: la Regione Lazio ha deciso di applicare penali (forse), così da non lasciare del tutto scoperto il servizio, in attesa dell’evoluzione dell’inchiesta.
Le domande senza risposta
Alla luce di quanto avvenuto a Poggio Bustone, è necessario che ARES 118 e Regione Lazio chiariscano con urgenza:
- quale fosse l’effettiva disponibilità degli aeromobili al momento dell’evento;
- quali mezzi fossero impegnati nelle altre missioni;
- per quale motivo l’elicottero ARES 33 fosse fermo e da quanto tempo;
- dove si trovasse l’elicottero stand-by contrattualmente previsto;
- quali misure siano state adottate per garantire i livelli minimi di servizio previsti dal contratto.
L’episodio di Poggio Bustone non può essere liquidato come un caso isolato. È il risultato prevedibile — e in molti modi già previsto — di anni di inadempienze tollerate, elicotteri spostati come pedine su una scacchiera, controlli mancati e penali non applicate. Un servizio essenziale come l’elisoccorso deve garantire continuità operativa anche in presenza di guasti, manutenzioni o missioni multiple.
Oggi l’emergenza annunciata si è già verificata. Ora servono risposte chiare, responsabilità e soluzioni immediate.
Le due persone rimaste ferite in modo grave e trasportate in codice rosso dalle ambulanze nei presidi ospedalieri della zona.

