Tarquinia, arrestata la madre della ragazza aggredita dal pitbull nel 2023: è accusata di atti persecutori

commissariato polizia tarquinia

Nonostante la vicenda si chiuse con un maxi risarcimento per la famiglia della ragazza, la madre di quest’ultima ha deciso di rende la vita impossibile alla proprietaria del molosso

TARQUINIA – A quasi tre anni dalla drammatica aggressione del pitbull che costò una mano a una ragazza di Tarquinia, la vicenda torna al centro della cronaca.

Nei giorni scorsi gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Tarquinia hanno arrestato una donna moldava di 40 anni, madre della giovane rimasta gravemente ferita nel 2023, gravemente indiziata del reato di atti persecutori nei confronti della proprietaria del cane.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, la vittima aveva presentato nel tempo diverse querele al Commissariato di Tarquinia e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, denunciando una serie di comportamenti persecutori che le avrebbero provocato un profondo stato di ansia e un crollo emotivo, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita per evitare di incontrare la donna.

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L’episodio che ha portato all’arresto risale al 25 giugno scorso. La proprietaria (di origini romene) del cane ha chiesto l’intervento della Polizia tramite il Numero Unico di Emergenza 112 dopo essere stata, secondo la ricostruzione degli investigatori, aggredita mentre lavorava in un noto ristorante di Tarquinia Lido.

Gli agenti del Commissariato hanno ricostruito rapidamente quanto accaduto, acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale. Gli elementi raccolti hanno consentito di procedere all’arresto in flagranza differita della quarantenne che, su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stata posta agli arresti domiciliari.

L’origine della vicenda risale al novembre 2023, quando il pitbull di proprietà della donna oggi indicata come persona offesa aggredì la figlia dell’arrestata nel giardino dell’abitazione. La quindicenne riportò ferite gravissime al braccio e, dopo il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, i medici furono costretti ad amputarle una mano a causa delle lesioni riportate.

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Quel caso suscitò grande emozione a Tarquinia e diede origine a un procedimento giudiziario che si concluse, sul piano civile, con un accordo extragiudiziale e con un consistente risarcimento riconosciuto alla ragazza.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tuttavia, dopo quell’episodio i rapporti tra le due donne sarebbero rimasti estremamente tesi fino a degenerare nei comportamenti persecutori contestati oggi alla madre della giovane, culminati con il provvedimento restrittivo eseguito dalla Polizia di Stato.

Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagata vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.