Nuova vita per il Sant’Anna di Ronciglione: verso l’Ospedale e la Casa della Comunità

Sopralluogo stamattina nella struttura, una visita congiunta tra il sindaco Mario Mengoni, il consigliere regionale Daniele Sabatini e il direttore ASL Egisto Bianconi

RONCIGLIONE – Prende forma il futuro della sanità territoriale nella Tuscia. Questa mattina, il consigliere regionale Daniele Sabatini ha effettuato un sopralluogo presso l’ospedale Sant’Anna di Ronciglione, accompagnato dalla Direzione Generale della ASL e dai rappresentanti istituzionali locali. L’incontro è servito a fare il punto sui lavori in corso e a delineare i prossimi passi per il potenziamento della struttura, destinata a diventare un fulcro dell’assistenza sanitaria di prossimità.

“Lo avevamo detto già in campagna elettorale,” ha dichiarato Sabatini in un video pubblicato sui suoi canali social, girato proprio davanti all’ingresso della struttura. “Volevamo dare nuova vita a questo punto di riferimento, non solo per il comune di Ronciglione, ma per la sanità di tutto questo territorio”.

Le immagini del sopralluogo mostrano i corridoi rinnovati e gli spazi che a breve accoglieranno i nuovi servizi. L’obiettivo, come confermato dal consigliere regionale, è duplice: l’attivazione di un Ospedale di Comunità dotato di 20 posti letto accreditati e l’istituzione di una Casa della Comunità.

Sabatini ha sottolineato l’importanza del nuovo modello assistenziale che queste strutture introdurranno: “La Casa della Comunità non è soltanto una sommatoria di ambulatori, ma è un punto in cui viene preso in carico il paziente nella sua quotidianità. È un modello diverso, forse non siamo ancora abituati a immaginarlo, ma è veramente la chiave del futuro, la chiave della presenza della sanità locale sul territorio”.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio disegno di rafforzamento della sanità territoriale, con lo scopo di avvicinare le cure ai cittadini e ridurre la pressione sui presidi ospedalieri principali. Il Sant’Anna, con questi nuovi servizi, si appresta dunque a riconquistare un ruolo centrale, restituendo “servizi essenziali ai cittadini” e “valorizzando una struttura strategica per tutta l’area”, come si legge nel post che accompagna il video. Un impegno mantenuto, sottolinea Sabatini, per garantire una risposta concreta ai crescenti bisogni sanitari della comunità.

La nuova Casa di comunità rappresenta uno degli elementi cardine del nuovo modello di sanità territoriale, orientato alla prossimità e alla presa in carico continua del cittadino. Si tratta di un presidio unico di riferimento per il territorio, nel quale operano in maniera integrata medici di medicina generale, specialisti, infermieri di famiglia e di comunità e altri professionisti sanitari, con l’obiettivo di offrire risposte rapide, coordinate e multidisciplinari ai bisogni di salute.

All’interno della struttura saranno attivi servizi di assistenza primaria, prevenzione e promozione della salute, tra cui: il consultorio familiare, il servizio psicologico, l’attività vaccinale, l’assistenza odontoiatrica, i servizi del Dipartimento di salute mentale e numerosi ambulatori specialistici. Il modello organizzativo si fonda su un approccio proattivo: non solo risposta alla domanda di prestazione, ma presa in carico globale della persona, con particolare attenzione alla gestione delle cronicità e delle fragilità.

Elemento innovativo è anche la presenza dell’infermiere di famiglia e di comunità, figura centrale nella continuità assistenziale, che accompagna il paziente nel tempo, favorisce l’aderenza alle cure e rappresenta un punto di raccordo tra servizi sanitari e sociali.

Accanto alla Casa di comunità, l’attivazione dell’Ospedale di comunità, dotato di 20 posti letto, introduce un ulteriore livello di innovazione nell’offerta sanitaria territoriale. La struttura svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, rivolta in particolare a pazienti che necessitano di assistenza sanitaria continuativa ma non intensiva, contribuendo a ridurre gli accessi impropri agli ospedali e a garantire percorsi di cura più appropriati e vicini al contesto di vita della persona.