Viterbo – Via della Pila smentisce la Giunta: “Nessun accordo. Floris e Urbani chiedano scusa”. Le firme superano quota 450

I commercianti bocciano la narrazione emersa in Consiglio comunale e preparano un documento ufficiale: “Mai accettato il senso unico. Vogliamo la rimozione dei cordoli e un vero marciapiede”. I timori per l’ingorgo di lunedì e lo sfogo delle nuove attività

VITERBO – Una distanza siderale separa l’aula del Consiglio comunale dai marciapiedi di via della Pila. Se giovedì pomeriggio l’amministrazione, per bocca dell’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Floris, aveva dipinto un quadro di ritrovata serenità, parlando di cittadini e commercianti che avrebbero “compreso i problemi e accettato di buon grado la soluzione del senso unico”, la mattina seguente la strada ha restituito una realtà diametralmente opposta. Nessuna tregua, nessuna accettazione. Al contrario, la rabbia è montata ulteriormente, spingendo la raccolta firme a superare agilmente quota 450 adesioni e portando i residenti alla stesura di un durissimo documento di smentita.

Il documento ufficiale: “Smentiamo con fermezza Floris”

A cristallizzare la frattura è una bozza di risposta ufficiale che circola in queste ore tra le attività commerciali del quadrante, indirizzata direttamente all’amministrazione e in particolare agli assessori Floris e Aronne, intervenuti ieri in consiglio. Le parole messe nero su bianco non lasciano spazio a interpretazioni: “Ci troviamo a dover smentire con fermezza le parole dell’assessore Floris. Nessuno ha accettato la sua proposta, perché chiamarla soluzione sarebbe un termine troppo lusinghiero”.

Nel testo, i cittadini si dicono “costernati” nel vedere la propria voce “non solo non ascoltata, ma addirittura distorta dall’amministrazione”. Le richieste avanzate al Comune sono tre e inequivocabili:

  • Rimozione dei cordoli e del tratto di 70 metri della pista ciclabile che finisce in un tratto promiscuo “auto-bici” dall’incrocio di via M. Bianco fino all’incrocio con via N. Bixio;

  • Rendere l’attuale tratto di 70 metri ad uso promiscuo auto-bici, con il conseguente ripristino del doppio senso di marcia;

  • Implementazione di un regolare marciapiede.

Il documento replica anche in modo diretto alle accuse dell’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne sui “parcheggi abusivi”: “Non abbiamo mai difeso parcheggi abusivi. Abbiamo difeso quelli regolari e chiesto un marciapiede, che dovrebbe svolgere le funzioni di un marciapiede, non quelle che l’amministrazione attribuisce, stranamente, a una pista ciclabile”.

La richiesta di scuse e il dramma delle attività

Oltre alle rivendicazioni tecniche, dal quartiere si solleva una precisa pretesa morale. I commercianti pretendono scuse pubbliche dall’assessore Floris per aver travisato il loro pensiero nell’assise cittadina, e dal consigliere Massimiliano Urbani per il post irrispettoso del finto tatuaggio, percepito come un inaccettabile svilimento di una crisi economica reale.

Una crisi che rischia di strangolare sul nascere anche i nuovi investimenti. Emblematica è la testimonianza del giovane titolare della nuova pizzeria aperta proprio in via della Pila, trovatosi improvvisamente intrappolato in un cantiere di cui ignorava l’esistenza: “Se avessi saputo di questa follia, non avrei scelto di aprire qui il mio locale. Nessuno ci ha informato, nessuno ha avuto il rispetto e la volontà di far sapere a noi commercianti cosa sarebbe avvenuto in questo quadrante”. Da parte di molti esercenti, l’azione del Comune viene vissuta come “una vera e propria cattiveria” che è andata a infierire su un indotto già precario.

L’incognita di lunedì e i dubbi sulla sicurezza

L’istituzione del senso unico da lunedì 25 maggio, lungi dall’essere vista come la panacea, genera nei residenti nuove e pesanti inquietudini logistiche. La scelta del verso di percorrenza appare a molti illogica: le auto saliranno verso l’alto, andando inevitabilmente a ingorgare il già critico e stretto incrocio con via Nino Bixio e, a cascata, la rotatoria di via Ippolito Nievo. “Avrebbe avuto più senso rendere il senso unico a scendere, da via Monte Bianco verso l’incrocio con via Sabotino”, sottolineano i commercianti.

Restano inoltre enormi perplessità sulla sicurezza generale del tracciato. A fronte di un’area frequentata quotidianamente da centinaia di bambini in uscita dai plessi scolastici limitrofi, l’assenza di attraversamenti pedonali rialzati e le barriere architettoniche per i disabili vengono vissute come urgenze ignorate. L’alternanza tra cordoli blindati in alcuni tratti e le cosiddette “zone promiscue a 30 km/h” in altri solleva dubbi strutturali: “Dove è il senso di tutto questo? Se la ciclabile ci serve per ragioni europee e legate al PNRR, non si poteva fare altrove? Magari al Riello, a Santa Barbara, o in quartieri dove l’età media è più bassa?”.

Ancora più dubbi per la vicina via Carlo Catteneo, caratterizzata da tre scuole ad altissima affluenza e una carenza annosa di parcheggi per le famigli e i residenti. Già da ora, anche i commercianti di questa via parallela guardano con preoccupazione al futuro: “Hanno già predisposto lo stallo per il bike sharing, quindi è palese che ciclabile e cordoli arriveranno anche qui. Non ci resta che attendere il peggio, sperando che qualcuno a Palazzo dei Priori rinsavisca per tempo“.

La “tagliola” dei fondi al posto della logica

L’amara conclusione del quartiere è riassunta nelle battute finali del loro documento ufficiale, che suona come una spietata analisi dell’azione amministrativa della Giunta Frontini: “La verità è che si è invertito il naturale e sano ordine delle cose pubbliche […]. Gli sforzi si sono concentrati solo sull’avere sulla carta un’opera idonea ad essere finanziata, ma che nel concreto non ha una vera logica e che, a causa di ciò, sta compromettendo una zona già al limite”. Il senso unico istituito “in fretta e furia”, secondo la strada, è solo l’ennesima conferma di una navigazione a vista. E a via della Pila, oggi, nessuno è “di buon grado”.