Tarquinia – Archivio Storico, quella “svista” sull’appartamento patrimonio da non perdere

giulivi palazzetto

TARQUINIA – Dalla documentazione ufficiale approvata dal Comune di Tarquinia e dalla Regione Lazio emerge un dato che non può essere ignorato.

Con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 167 del 16 ottobre 2025, il Comune ha approvato un accordo di collaborazione con la Regione Lazio finalizzato all’acquisizione di numerosi immobili appartenenti all’ex patrimonio del Pio Istituto Santo Spirito, riconoscendone il valore strategico per finalità sociali, culturali e di interesse pubblico.

Tra gli immobili individuati figura espressamente l’appartamento di Via dei Granari n. 24, confinante con il Palazzetto del Santo Spirito che ospita l’Archivio Storico Comunale. Nella stessa documentazione il Comune afferma chiaramente che tale immobile è funzionale all’ampliamento dell’Archivio Storico e ad una più razionale gestione del patrimonio documentale dell’Ente.

Si tratta quindi di una scelta già formalmente condivisa dall’Amministrazione comunale e inserita in un progetto organico di valorizzazione del complesso del Santo Spirito.

Proprio per questo motivo sorgono oggi alcune domande alle quali sarebbe opportuno fornire una risposta chiara alla città.

Se l’obiettivo era ed è quello di recuperare e valorizzare l’intero complesso storico del Santo Spirito, perché negli atti predisposti dal Comune non compare l’immobile di Via dei Granari n. 28, anch’esso adiacente e direttamente collegato al Palazzetto storico?

Per quale ragione si è proceduto ad individuare alcune porzioni del complesso e non altre, pur trattandosi di un organismo edilizio che conserva una evidente unitarietà storica, architettonica e funzionale?

archivio storico

E soprattutto, perché oggi il dibattito si concentra esclusivamente sull’esercizio della prelazione relativa ad una singola unità immobiliare, quando sarebbe forse più utile e lungimirante ragionare sull’acquisizione progressiva dell’intero complesso dell’ex Ospedale del Santo Spirito?

La questione non riguarda infatti il destino di un singolo appartamento, ma la possibilità di ricostituire nel tempo l’integrità di uno dei complessi storici più significativi della città, sede dell’Archivio Storico Comunale e custode della memoria collettiva di Tarquinia.

La documentazione approvata dal Comune dimostra che l’interesse pubblico verso questi immobili non nasce oggi, ma era già stato formalmente riconosciuto e programmato dall’Amministrazione stessa.

Per questo motivo appare legittimo chiedere che venga illustrata alla cittadinanza una strategia complessiva e coerente sul futuro dell’intero patrimonio dell’ex Pio Istituto Santo Spirito, evitando interventi frammentari e cogliendo l’occasione per restituire alla città l’unità storica e culturale di un complesso che rappresenta una parte importante della sua identità.

Tarquinia merita una visione chiara, trasparente e di lungo periodo sul proprio patrimonio storico, perché la tutela della memoria e della cultura non può essere affidata a scelte occasionali, ma deve essere il risultato di una programmazione seria e condivisa.