Tarquinia – Giulivi: “Archivio storico rappresenta patrimonio della comunità non di una parte politica. Tutela deve unire non dividere”

archivio storico

Le risposte alla nota dell’ex sindaco parziali. Grazie ai documenti abbiamo ricostruito l’intera vicenda

TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa inviata da Sandro Giulivi: “Accolgo con favore la decisione dell’Amministrazione comunale di esercitare il diritto di prelazione sull’unità immobiliare confinante con l’Archivio Storico Comunale.

Ho sempre ritenuto che gli immobili inseriti nel complesso dell’ex Pio Istituto Santo Spirito rappresentassero un patrimonio di straordinaria importanza per la città di Tarquinia e che la loro valorizzazione dovesse essere perseguita nell’interesse delle generazioni future.

Proprio per questo motivo ritengo necessario intervenire per ristabilire alcuni fatti e per evitare che una vicenda complessa venga ridotta ad una semplice polemica politica.

Nel comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale si afferma che nel 2022 la mia Amministrazione avrebbe ignorato una presunta opportunità di acquisizione particolarmente vantaggiosa dell’immobile oggi oggetto di prelazione.

Si tratta di una ricostruzione che fa sorgere una serie di perplessità.

Nel 2022 gli immobili dell’ex Pio Istituto Santo Spirito erano già di proprietà della Regione Lazio nell’ambito del patrimonio proveniente dagli enti ospedalieri soppressi e gestiti attraverso le strutture regionali competenti. Non si trattava quindi di immobili privati liberamente disponibili sul mercato, ma di beni appartenenti ad un altro ente pubblico, la cui eventuale alienazione era subordinata a specifiche procedure amministrative, autorizzazioni e valutazioni patrimoniali.

Occorre inoltre ricordare che gli immobili risultavano occupati da soggetti titolari di regolari contratti di locazione, circostanza che rendeva la situazione ulteriormente complessa sotto il profilo giuridico, amministrativo e patrimoniale.

La Soprintendenza, richiamata nel comunicato, non era proprietaria degli immobili e vi sono dubbi sul fatto che potesse stabilirne il prezzo di vendita o le modalità di cessione.

Per questo motivo appare improprio sostenere che esistesse una semplice opportunità di acquisto che sarebbe stata ignorata dalla mia Amministrazione.

La realtà è che la vicenda fu seguita con attenzione attraverso continui rapporti con la Regione Lazio e con gli enti interessati, nella piena consapevolezza dell’importanza strategica del complesso di Santo Spirito per il futuro dell’Archivio Storico Comunale. E tali interlocuzioni riguardavano un progetto molto più ampio di acquisizioni di beni che avrebbero accresciuto il patrimonio comunale.

Se realmente fossero esistite le condizioni giuridiche, amministrative ed economiche per acquisire quel patrimonio nell’interesse della città, la mia Amministrazione non avrebbe avuto alcuna esitazione a procedere.

I fatti dimostrano esattamente il contrario di quanto oggi si vuole far credere.

Durante il nostro mandato abbiamo acquisito il Cinema Teatro Etrusco, restituendo alla città una struttura storica chiusa da anni e destinata al degrado.

Abbiamo acquistato il terreno su cui è stato creato il parcheggio delle Croci, dando una risposta concreta alle esigenze dei residenti e del centro storico.

Abbiamo acquisito gli immobili destinati agli uffici comunali del Lido di Tarquinia, eliminando un affitto che il Comune pagava da decenni senza costruire alcun patrimonio pubblico.

Attraverso la Tarquinia Multiservizi, abbiamo acquistato la farmacia di Marina Velca e, per quanto riguarda la farmacia di Via Luigi Dasti, abbiamo realizzato un’operazione particolarmente virtuosa, trasformando una semplice locazione passiva in un investimento patrimoniale.

Queste operazioni dimostrano in maniera inequivocabile che la tutela e l’incremento del patrimonio comunale sono sempre stati una priorità della nostra Amministrazione.

Per questo motivo respingo con fermezza ogni tentativo di attribuirci una presunta inerzia o una mancanza di sensibilità verso il patrimonio storico e culturale della città.

Vi è poi un ulteriore aspetto che merita una riflessione.

Se, come afferma l’attuale Amministrazione, l’obiettivo dell’operazione è quello di tutelare l’unitarietà del complesso monumentale del Santo Spirito, ampliare gli spazi dell’Archivio Storico e preservare uno dei più importanti patrimoni culturali della città, allora è lecito domandarsi perché il Comune abbia deciso di esercitare il diritto di prelazione esclusivamente su una singola unità immobiliare.

Se il principio è quello della ricomposizione e della valorizzazione dell’intero complesso, sarebbe opportuno conoscere quale sia il progetto complessivo dell’Amministrazione e se esista la volontà di acquisire anche le ulteriori porzioni confinanti ancora esterne al patrimonio comunale.

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La vera valorizzazione del complesso di Santo Spirito non può limitarsi ad un singolo appartamento, ma dovrebbe tendere alla ricostituzione dell’unitarietà architettonica, storica e funzionale dell’intero edificio, affinché l’Archivio Storico possa disporre degli spazi necessari per la conservazione, il riordino, la digitalizzazione, la ricerca e la fruizione pubblica di uno dei patrimoni documentali più importanti d’Italia.

Pertanto, anziché cercare responsabilità nel passato, sarebbe più utile spiegare ai cittadini quali siano le condizioni economiche dell’operazione, quale sia il progetto culturale e funzionale previsto per l’immobile e quale sia la strategia complessiva che l’Amministrazione intende perseguire per il recupero e la valorizzazione dell’intero complesso del Santo Spirito.

Oggi, senza ulteriori polemiche, la priorità è quella di tutelare il patrimonio pubblico esercitando il diritto di prelazione anche sul secondo immobile. Per ripristinare la realtà dei fatti, ci sarà tempo nei modi e nei luoghi preposti.

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Alessandro Giulivi

Su un punto, tuttavia, credo che tutti possano concordare.

L’Archivio Storico Comunale rappresenta un patrimonio che appartiene all’intera comunità e non ad una parte politica. La sua tutela deve unire e non dividere.

Per questo motivo auspico che ogni scelta venga assunta con trasparenza, lungimiranza e senso delle istituzioni, nell’interesse esclusivo della città di Tarquinia e delle future generazioni.

La storia amministrativa di una città non si riscrive con un comunicato stampa.

Rimane negli atti, nelle opere realizzate, nelle scelte compiute e nel patrimonio lasciato alla collettività.

Alessandro Giulivi
Già Sindaco di Tarquinia