TARQUINIA – “In merito alle dichiarazioni diffuse dall’Amministrazione Comunale di Tarquinia, la società L’Arsenale Srl, capofila mandataria del RTI gestore dello stabilimento balneare Bonita Beach Club, ristabilisce la verità storica e contrattuale contro ogni strumentalizzazione”. Lo fanno sapere dalla società L’Arsenale Srl.
“L’Amministrazione sta spacciando per una vittoria definitiva quello che è un mero decreto cautelare monocratico e provvisorio – prosegue la nota -. Il provvedimento è stato emesso sulla base di una sommaria cognizione d’urgenza, senza alcuna reale analisi approfondita del merito della vicenda. I nostri legali stanno già depositando l’immediato Reclamo al Collegio Civile per ribaltare questa decisione provvisoria. L’Arsenale Srl svela finalmente l’artificio giuridico utilizzato dagli uffici comunali per orchestrare la revoca: il Comune sta applicando una clausola contrattuale oggettivamente impossibile e posta in palese frode alla legge. La convenzione pretendeva la realizzazione del 100% dei lavori di ristrutturazione strutturale prima dell’inizio della stagione balneare 2025, ma il contratto è stato formalmente firmato solo il 10 luglio 2025, a stagione estiva già ampiamente inoltrata. Pretendere il completamento di opere straordinarie prima ancora della firma dell’atto costituisce un paradosso giuridico inaccettabile.
In questo scenario, la società pone una domanda pubblica e legittima: dov’è il Sindaco Sposetti in tutto questo? Il primo Cittadino, alla presenza di chiari testimoni, aveva solennemente giurato e promesso che qualora il dirigente Vergati avesse applicato una clausola del genere – CONTRARIA ALLA LEX SPECIALIS (IL BANDO) palesemente lesiva e in frode a tutti i partecipanti al bando – lui sarebbe intervenuto d’autorità per bloccare l’ingiustizia e tutelare l’investimento privato. Ad oggi, il sindaco assiste in silenzio al blitz dei suoi uffici.
Si ricorda che la giustizia non si esaurisce nelle aule civili: è stata già depositata presso la Procura della Repubblica, in tempi non sospetti, una circostanziata querela per reati gravissimi nei confronti di vari soggetti, inclusi dirigenti e privati, per accertare la regia dietro questi controlli edilizi eseguiti a scoppio ritardato (avviati il 7 maggio, un mese dopo la revoca del 14 aprile) e per l’illegittimo tentativo di escutere una fideiussione da 47.000 euro a fronte di canoni già integralmente saldati dall’Arsenale Srl in data 30 marzo 2026, oltre a sopralluoghi citati inesistenti e insussistenti. Lo stabilimento è aperto e operativo già da maggio e sta dando un servizio di ottimo livello agli stagionali, che hanno confermato gli abbonamenti in massa e favorendo l’accesso a Tarquinia di nuovi turisti.
Chiunque pensi di subentrare abusivamente al Bonita Beach Club sfruttando le ‘opportunità’ create ad arte dal Comune a stagione aperta deve sapere che non entra in un affare, ma acquista un contenzioso pluriennale civile e penale di cui tutti i soggetti coinvolti risponderanno personalmente in ogni sede in danno totale della collettività perché CERTAMENTE non potrà offrire un servizio neanche paragonabile a quello attuale”.

