Gli azzurri respingono le accuse di un partito in crisi. Di Sorte attacca l’ex sindaco: “Vederlo voltare le spalle delude”. Romoli: “Chiara Frontini è una candidatura autorevole e nasce dal centrodestra. Ma deciderà il partito al momento opportuno”
VITERBO – Dopo giorni di polemiche, dimissioni, lettere al vetriolo e accuse incrociate, Forza Italia prova a cambiare passo. La nuova conferenza stampa convocata dal partito aveva un obiettivo preciso: ribadire che gli azzurri, nonostante il terremoto politico seguito al patto federativo con Chiara Frontini, restano “un partito vivo, organizzato e radicato sul territorio”.
Un messaggio affidato al segretario provinciale Alessandro Romoli, al vicesegretario Giuseppe Fraticelli, al sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte e al neo consigliere provinciale Francesco Ciarlanti, entrato a Palazzo Gentili dopo il “sacrificio” di Maria Rita De Alexandris che era stata eletta con Frontini.
A fare da filo conduttore è stata la volontà di respingere l’immagine di un partito in difficoltà.
“Doverosa la necessità di tornare sugli argomenti già trattati – ha esordito Fraticelli –. Pensavamo di essere stati molto chiari e cristallini, ma evidentemente alcuni approfondimenti erano necessari. Forza Italia è un partito vitale e al centro del territorio”.
Il vicesegretario ha quindi annunciato due appuntamenti che, nelle intenzioni del partito, dovranno dimostrare proprio questa vitalità: l’iniziativa “Riflessi di Libertà”, in programma il 17 luglio a Montefiascone con la partecipazione dei vertici nazionali, regionali e provinciali di Forza Italia, e la giornata del tesseramento del 25 luglio a Montalto Marina.
Gran parte della conferenza è stata però dedicata alle polemiche nate dopo la firma del patto federativo con il movimento civico di Chiara Frontini.
Secondo Andrea Di Sorte, il messaggio della precedente conferenza sarebbe stato frainteso.
“Si parlava di una federazione prevista dall’articolo 75 dello statuto nazionale – ha spiegato –. Esperienze analoghe esistono già e non hanno mai generato polemiche. È un patto esclusivamente civico, nato per il bene del territorio. Non ci vediamo nulla di male”.
Il sindaco di Bolsena ha poi replicato con decisione alle uscite degli ultimi giorni, soffermandosi in particolare sul caso di Giulio Marini.
“Giulio Marini non è uscito da Forza Italia perché non aveva rinnovato la tessera. Prima delle provinciali aveva già partecipato a una conferenza stampa con un’altra coalizione. Da quando avevo 16 anni sono in Forza Italia e non sono mai uscito. Vedere persone come Giulio Marini, che hanno fatto scopa, voltare le spalle, delude“.
Parole che rappresentano il passaggio più duro della conferenza e con cui gli azzurri hanno cercato di ridimensionare il peso politico dell’addio dell’ex sindaco, per decenni tra le figure simbolo del berlusconismo viterbese.
Una stoccata è arrivata anche nei confronti di Giovanni Arena e del suo annuncio di lasciare il partito insieme a trecento tesserati. “Vedere persone che moltiplicano i voti come il pane e i pesci fa pensare”, ha commentato Di Sorte, mettendo implicitamente in dubbio i numeri rivendicati dall’ex primo cittadino.
Non è mancata nemmeno una difesa politica della figura di Chiara Frontini. “La sindaca – ha ricordato – nasce dalle ceneri del centrodestra. Non viene dalla sinistra. Ha raccolto il consenso di tanti elettori delusi dopo la fine dell’amministrazione Arena”.
Francesco Ciarlanti ha invece allargato il ragionamento agli equilibri del centrodestra provinciale, rivendicando alcune scelte compiute da Forza Italia negli ultimi anni.
“A Tarquinia siamo stati gli unici a mantenere unito il centrodestra, mentre Lega e Lista Rocca presentarono un loro candidato. A Civita Castellana avevamo detto che Giampieri non era la scelta giusta e i risultati elettorali, che non lo hanno nemmeno portato al ballottaggio, ci hanno dato ragione”.
Ad assumersi il compito di tracciare la linea politica del partito è stato infine Alessandro Romoli.
“Abbiamo affrontato momenti molto più complessi di questo – ha detto –. Il partito è solido, non è un partito di carta. Alle provinciali ha dimostrato compattezza e forza. Oggi contiamo circa 1.500 iscritti nella Tuscia, molti dei quali amministratori comunali”.
Il segretario provinciale ha anche replicato indirettamente alle critiche ricevute. “Ho letto interventi di persone che non vedevo da dieci anni e che improvvisamente sono ricomparse, forse alla ricerca di un po’ di attenzione”.
Quanto agli addii eccellenti, Romoli ha espresso rammarico soprattutto per Giulio Marini. “Mi sono dispiaciute le sue parole. Solo venti giorni fa ci eravamo sentiti e non avevo minimamente percepito questa volontà di lasciare il partito”.
Sul futuro del centrodestra, il presidente della Provincia ha ribadito che Forza Italia continuerà a lavorare “a coalizioni civiche e di centrodestra, senza alcun pregiudizio”, aggiungendo che “il centrodestra non deve trasformarsi in una caserma con linee gerarchiche”.
Ma la dichiarazione destinata probabilmente a far discutere è arrivata in chiusura, quando Romoli è tornato sul tema delle elezioni comunali del 2027.
“Chiara Frontini è sicuramente una candidatura autorevole. Le sue capacità amministrative sono riconosciute e valide. Poi siamo un partito e, quando sarà il momento, ragioneremo insieme sul supporto. Oggi è prematuro parlarne”.
Parole che, pur rinviando ogni decisione ai prossimi mesi, confermano come l’ipotesi di una ricandidatura della sindaca con il sostegno di Forza Italia non sia affatto esclusa.
Una posizione che arriva mentre il partito continua a fare i conti con le tensioni interne e con le recenti uscite di figure storiche come Giulio Marini e Giovanni Arena. Segno che il nuovo corso inaugurato da Romoli punta a guardare avanti, anche a costo di ridefinire profondamente gli equilibri che per anni hanno caratterizzato il mondo azzurro nella Tuscia.


