Il Comune sarà una casa di vetro? No, di piombo. E’ caccia alla talpa che ha fatto uscire le carte ma, Cristian Errichielo, con un post su Facebook ha svelato il mistero
TARQUINIA – Per capire come un terreno che vale realisticamente 300 mila euro (visto che oggi è un seminativo agricolo – vedi foto) possa essere venduto a 2,4 milioni senza che l’Agenzia delle Entrate faccia scattare un accertamento immediato, bisogna entrare nei meandri dei tecnicismi fiscali. Qui entra in gioco la figura chiave di tutta l’operazione: l’Architetto Leonardo Maria Proli.
La perizia “miracolosa”
Tutto ruota attorno a un documento: la perizia tecnica estimativa redatta da Proli e asseverata il 9 settembre 2025. In questa perizia, il professionista mette nero su bianco che il valore del terreno di Località Giglio è esattamente di 2.400.000,00 euro.
… come risultante dalla perizia Tecnica Estimativa redatta
dall’Architetto Leonardo Maria Proli, iscritto all’ordine degli Architetti
della Provincia di Viterbo al n. 23 in data 9 settembre 2025 e
asseverata in pari data con giuramento giusta verbale a rogito del
Notaio Paola Gervasio di Roma rep. 7199…
Sulla base di questo valore, il venditore ha potuto procedere all’affrancamento delle plusvalenze. È un meccanismo legale che permette di pagare un’imposta sostitutiva (in questo caso la prima rata di 144.000 euro) per “aggiornare” il valore fiscale del bene.

Il risultato? Il venditore incassa 2,4 milioni dalla SL Costruzioni e non paga un centesimo di tasse sulla plusvalenza, perché il prezzo di vendita coincide esattamente con il valore “periziato”.
Ma c’è un enorme “ma”: come ha fatto l’Architetto Proli a giustificare un valore di 2,4 milioni per un terreno destinato a verde sportivo? La risposta è nel suo secondo ruolo.
Il conflitto di interessi
L’Architetto Proli non è solo il perito che ha asseverato il valore per il venditore (favorendone l’affrancamento fiscale). È anche — contemporaneamente — il progettista e coordinatore della SL Costruzioni (l’acquirente). È lui che firma il “Programma Integrato d’Intervento” depositato in Comune il 4 dicembre 2025.
Ci troviamo di fronte a un corto circuito professionale:
- Proli tecnico del venditore: stabilisce un valore “astronomico” che serve al venditore per non pagare tasse.
- Proli tecnico dell’acquirente: disegna il progetto di variante che dovrebbe giustificare quel valore.
Senza il progetto di variante, la perizia di Proli sarebbe carta straccia.
Il valore di 2,4 milioni non è il valore del terreno oggi, ma il valore del “desiderio” di costruirci sopra domani.
È lecito che un professionista giochi su entrambi i tavoli, creando la giustificazione economica di un’operazione urbanistica che lui stesso sta spingendo presso gli uffici comunali?
Noi non lo sappiamo ma il sindaco Francesco Sposetti che ha la delega all’urbanistica dovrebbe saperlo.
Tabella 3: La cronologia di un affare programmato
| Data | Azione | Effetto |
| 09/09/2025 | Perizia giurata (Proli) | Fissa il valore a 2,4 milioni |
| 15/09/2025 | Pagamento F24 venditore | “Blocca” le tasse sulla plusvalenza |
| 04/12/2025 | Relazione Generale PII (Proli) | Chiede al Comune la variante |
| 10/12/2025 | Rogito notarile | Passaggio di proprietà e dei 22 assegni |
Il sospetto è che la perizia sia stata “confezionata” su misura per permettere il passaggio di una cifra così ingente (i 2,4 milioni in assegni) senza destare sospetti fiscali, dando una parvenza di congruità a un prezzo che congruo non è.
Nel frattempo il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, con delega all’urbanistica non si preoccupa di quanto stiamo scrivendo. Lui si preoccupa di chi possa averci fornito le carte e ha messo in piedi una sorta di “Santa Inquisizione”.
Purtroppo però il segreto è stato svelato da tale Cristiano Errichiello che, nero su bianco, ha svelato l’identità delle talpe:
Dall’archivio dell’ufficio urbanistica di Tarquinia, per quanto concerne questi lotti di terreno, stanno uscendo documenti datati nel tempo. Quasi pronti per essere trasmessi all’Archivio di Stato. Una lunga, lunghissima storia che poteva offrire scenari molto diversi da quelli attuali.
11158-09-Cartogr-Norme-zonizz-Dati_metrici-PlananNel 2009, quando era sindaco Mauro Mazzola, il proprietario di quei terreni, il Conte Giovanni Maria Geri Della Rocca de Candal, aveva presentato domanda e ottenuto il via libera (nel 2010) alla realizzazione un piano integrato per urbanizzare la zona. Non ha fatto nulla per 16 anni lasciando scadere ogni tipo di autorizzazione. I termini di legge prevedono una durata massima delle autorizzazioni non superiore ai 10 anni. Bisogna ripartire da zero. Giunta, consiglio comunale e passaggio in regione Lazio.
GC300-07.09.10Passaggi lunghi, lunghissimi che difficilmente potranno consentire, a chi ha investito, di iniziare qualsiasi forma di edificazione nell’arco di pochi anni.
Il sindaco Sposetti, che ha in mano la delega dell’urbanistica, può contare su una maggioranza bulgara e potrebbe avere anche il coraggio di proporre al consiglio comunale e far votare questa variante al piano regolatore con il nuovo piano integrato proposto dal nuovo gruppo imprenditoriale. Lo farà? Ci vuole coraggio. Tanto in questo caso. Alzare la mano rende responsabili davanti alla legge.
Vi invitiamo, nel frattempo, a leggere questo meraviglioso documento storico firmato sempre dal professionista Leonardo Maria Proli presentato 17 anni fa (oggi purtroppo scaduto). Troverete cifre, riferimenti, calcoli. Insomma c’è da divertirsi.
11158-09-rel_gen-Quadro_finanziarioQuesto invece lo schema
11158-09-schema_convArrivati a questo punto non rimane che leggere l’ultimo capitolo (il quarto) della nostra inchiesta che non accusa nessuno ma ha voluto portare a conoscenza la città quanto di buono si sta facendo nell’interesse dei cittadini.
Siamo a disposizione di Lopis, Sabbini e la signora Sergi per promuovere la loro iniziativa, precisare, correggere, far capire, illustrare ecc. ecc.
FINE TERZA PARTE – SEGUE

