Nuove linee guida della Camera Nazionale della Moda Italiana
MILANO – Addio alle pellicce, o quasi. La Camera Nazionale della Moda Italiana ha annunciato che alla Milano Fashion Week non verranno più promosse pellicce animali.
La svolta passa attraverso nuove linee guida ufficiali rivolte ai marchi del lusso che partecipano alla settimana della moda milanese. La Camera della Moda, che detiene il marchio ufficiale della Milano Fashion Week, ha pubblicato le nuove “Linee guida sull’uso della pelliccia durante le sfilate”.
Non un divieto ma una raccomandazione.
La stessa Camera della Moda specifica infatti che ogni azienda potrà continuare a gestire la questione in autonomia, in base alle proprie politiche commerciali e ai mercati di riferimento.
I brand vengono invitati a evitare capi o accessori con pellicce animali durante le sfilate della Fashion Week milanese, ma la decisione finale resta nelle loro mani.
Quali pellicce vengono sconsigliate
La parte più tecnica riguarda proprio la definizione di “pelliccia” inserita nelle linee guida.
Secondo la Camera della Moda, rientrano nella categoria tutte le pelli con pelo provenienti da animali allevati o catturati principalmente per la produzione di pellicce. Tra gli esempi citati compaiono: volpe, visone, coyote, ermellino, finn raccoon, coniglio, karakul.
Le indicazioni lasciano però fuori una lunga serie di materiali e prodotti come shearling e pelli ovine, pelle e cuoio derivati dalla filiera alimentare, lana e fibre senza scuoiamento, prodotti vintage, materiali sintetici, pellicce ottenute da pratiche tradizionali di sussistenza delle comunità indigene
In sostanza, il focus si concentra soprattutto sulle pellicce animali legate direttamente all’industria della moda di lusso.
Una decisione che racconta come il fattore etico sia entrato prepotentemente nel lusso, scardinando quello che era considerato un capo rappresentativo di status sociale.

