Politici e cittadini, a Viterbo serve un corso accelerato di educazione (non solo civica)

Dalle aule consigliari allo stato confusionale sul web, in troppi non sanno come si rappresenta una città

VITERBO — Ci sarebbe quasi da sorridere se non fosse che parliamo di persone che siedono tra i banchi del Consiglio comunale, invece, la situazione è semplicemente preoccupante.

Il problema riguarda quei politici che sembrano aver smarrito il senso del proprio ruolo, confondendo le istituzioni con la bacheca di un social network. Scelti dai cittadini per rappresentarli nel massimo organo di governo locale, scivolano troppo spesso in atteggiamenti che denotano una profonda mancanza di educazione e di senso etico.

Lo “stato confusionale” sul web

È ormai un fenomeno quotidiano: post, meme e provocazioni virtuali — spesso pubblicati proprio in risposta ai disagi reali della cittadinanza — scritti da chi si ritrova proiettato in un ruolo (quello di consigliere comunale) di cui evidentemente non afferra la portata.

Il nodo della questione è che molti eletti pensano ancora di poter dare libero sfogo alla propria tastiera come se fossero privati cittadini, dimenticando che ogni quindici giorni sono chiamati a sedere con decoro e rispetto sugli scranni della pubblica assise per fare le veci dei viterbesi.

Rappresentanti pubblici, non privati cittadini

C’è un dettaglio fondamentale che molti sembrano ignorare:

  • Il dovere dei cittadini: Gli elettori hanno il diritto e il dovere di monitorare le azioni e le parole di chi hanno votato.
  • Il ruolo degli eletti: I consiglieri sono a tutti gli effetti “pubblici ufficiali”. Quando pubblicano scivoloni o cadute di stile sui social, non lo stanno facendo nel salotto di casa propria, ma in veste di personaggi pubblici.

Una proposta per la sindaca

Questo diffuso stato confusionale sta colpendo più di un consigliere comunale a Viterbo. Viene da lanciare una provocazione alla sindaca Frontini, notoriamente incline a corsi di formazione e dinamiche di coworking: perché non organizzare un bel corso accelerato di educazione  non solo civica ma anche comportamentale.  Magari con un approccio molto, molto bottom-up (dal basso verso l’alto). Ne trarrebbe beneficio l’intera città.