Già rinviata a giudizio per aver coperto (mentendo) il nipote Andrea Landolfi, dopo lo scandalo, si è trasferita a poche decine di chilometri da Ronciglione dove continua a far parlare di sé
CAMPAGNANO – Mirella Iezzi, di nuovo alla ribalta della cronaca. La donna, 86 anni, è la nonna di Andrea Landolfi, condannato in via definitiva per il femminicidio di Maria Sestina Arcuri, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 nella villa dell’anziana in via Papirio Serangeli a Ronciglione.
Oltre a un rinvio a giudizio per favoreggiamento del nipote attraverso false testimonianze rese al pubblico ministero e omissione di soccorso ai danni della ragazza, oggi è di nuovo al centro della cronaca per aver occupato abusivamente un appartamento da oltre tre anni.
Raggiunta dalle telecamere di Fuori dal Coro, trasmissione condotta da Mario Giordano, la donna si scaglia contro l’inviato al grido di “bastardi“.
Mirella occupa dall’ottobre 2022 una casa a Campagnano, in provincia di Roma. È la stessa proprietaria a denunciare che la donna le deve, a oggi, 22.000 euro, mai versati, nonostante la sentenza di sfratto pendente sull’anziana: «Mirella non lascerà mai la casa, è tutta nuova, non paga niente e sta lì alla faccia mia, che sto morendo di crepacuore. Se ne frega».
La stessa Iezzi lo aveva ribadito un mese fa, una volta ricevuto lo sfratto: «Non me ne vado e non pago niente», in barba alla giustizia, nonostante abbia già diversi problemi da risolvere.
La proprietaria, Catia, pensionata e vedova, vive con il figlio disoccupato e i soldi dell’affitto sono fondamentali per permetterle di arrivare a fine mese, cosa che ora non le è possibile. «Spesso non riesco a pagare le bollette, per non parlare del dentista: sono senza denti ma non posso permettermelo. Sono disperata».
Un atteggiamento indecente quello della Iezzi, che avrebbe addirittura avanzato una richiesta di 5.000 euro per lasciare l’alloggio. «È una donna che non si vergogna di niente», l’amara conclusione della proprietaria, più volte scacciata con male parole dall’occupante abusiva, fiera di «fregarsene altamente» sia della donna sia della giustizia.
La stessa giustizia con la quale dovrà fare di nuovo i conti, con un processo ormai alle porte che entrerà nel vivo a luglio di quest’anno per accuse alquanto gravi.

