I consiglieri protestano: “Mozioni e interrogazioni ignorate nell’ordine del giorno. Che fine ha fatto la voce di tutti?”
TARQUINIA – “Come consiglieri comunali, abbiamo inviato una nota formale al presidente del consiglio comunale, Alberto Blasi, e, per conoscenza, al Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, per segnalare la mancata iscrizione all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di una serie di atti da noi regolarmente presentati nei mesi scorsi”. Lo fanno sapere i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Tarquinia.
“La contestazione riguarda la seduta convocata per il 26 giugno – prosegue la nota -, nella quale non risultano inserite né un’interrogazione urgente né alcune mozioni che riteniamo di particolare interesse per la città e che avrebbero dovuto trovare spazio nella discussione consiliare.
Tra le questioni più rilevanti vi è quella relativa all’immobile di proprietà della Regione Lazio situato in via dei Granari 28, sul quale il Comune avrebbe potuto esercitare il diritto di prelazione. Su questo tema il consigliere Piero Rosati aveva presentato il 19 maggio scorso un’interrogazione urgente, successivamente sollecitata, per ottenere chiarimenti sulle scelte dell’amministrazione comunale. A oltre un mese dalla presentazione dell’atto non è ancora arrivata alcuna risposta ufficiale, nonostante l’impegno verbale, attribuito al presidente del Consiglio comunale, di inserire l’argomento nella prima seduta utile.
Sempre in relazione alla vicenda di via dei Granari, il 7 giugno sette consiglieri comunali hanno richiesto la convocazione urgente del Consiglio per discutere una specifica mozione. Un’iniziativa che assumeva particolare rilevanza anche alla luce della petizione sottoscritta da oltre novanta cittadini e del dibattito pubblico sviluppatosi attorno alla possibile acquisizione dell’immobile. Anche questa istanza è rimasta inascoltata.
Tra gli atti esclusi dall’ordine del giorno figurano inoltre la mozione sulla definizione agevolata dei debiti tributari e patrimoniali affidati alla riscossione, presentata il 15 giugno dai consiglieri Alberto Tosoni e Renato Bacciardi, e la mozione relativa all’attivazione dei benefici del Fondo di solidarietà nazionale per i danni causati dalle persistenti piogge che hanno colpito la provincia di Viterbo tra il 5 e il 14 febbraio 2026, depositata il 19 giugno dai consiglieri Betsi Zacchei, Luigi Serafini e Federica Guiducci.
Riteniamo che questa situazione rappresenti una mancata applicazione delle norme regolamentari che disciplinano il funzionamento del Consiglio comunale. Contestiamo inoltre l’assenza di qualsiasi spiegazione formale o comunicazione scritta ai proponenti circa la mancata iscrizione degli atti all’ordine del giorno.
Per questo motivo abbiamo chiesto l’integrazione dell’ordine del giorno della seduta del 26 giugno con l’inserimento dell’interrogazione e delle mozioni escluse. Contestualmente abbiamo trasmesso la nota al Prefetto di Viterbo, richiamando l’articolo 39 del Testo unico degli enti locali, che disciplina i poteri sostitutivi prefettizi in caso di eventuali inadempienze degli organi competenti.
Abbiamo ritenuto necessario intraprendere questa iniziativa per tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche e garantire il pieno esercizio delle prerogative dei consiglieri comunali, attraverso strumenti fondamentali quali interrogazioni e mozioni.
Attendiamo ora una risposta da parte del presidente del Consiglio comunale e confidiamo che venga ristabilito il pieno rispetto delle regole e dei diritti riconosciuti ai consiglieri nell’esercizio del proprio mandato, che rappresentano cittadini in attesa di risposte”.

