Civitavecchia – Biodigestore, fronte compatto dei cittadini: in centinaia al consiglio comunale aperto

CIVITAVECCHIA – Partecipazione massiccia e posizione unanime: nel corso del Consiglio comunale aperto, Civitavecchia ha ribadito con decisione la propria opposizione al progetto del biodigestore previsto nell’area di Monna Felicita.

L’incontro, molto partecipato, ha visto alternarsi interventi di rappresentanti dei comitati, medici e amministratori locali e regionali, tutti accomunati dalla volontà di contrastare la realizzazione dell’impianto.

Tra i punti centrali emersi durante il dibattito, la strategia illustrata dal presidente della commissione Ambiente, Ismaele De Crescenzo, che ha annunciato una nuova fase dell’azione legale. L’obiettivo è richiedere una Valutazione di impatto sanitario (Vis) per cercare di riaprire l’intero iter autorizzativo, alla luce di nuovi elementi scientifici e ambientali.

Secondo quanto spiegato, il percorso potrebbe includere ulteriori approfondimenti sugli effetti complessivi delle pressioni già presenti sul territorio, tra attività portuali, traffico e gestione dei rifiuti, oltre alla richiesta di nuovi passaggi autorizzativi.

Il sindaco Marco Piendibene ha sottolineato l’importanza di mantenere un fronte unito, evitando divisioni e puntando su una linea condivisa tra cittadini e istituzioni. Posizione ribadita anche dai rappresentanti regionali intervenuti, che hanno confermato la volontà di riportare la questione all’attenzione della Regione.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ribadito il parere contrario dell’amministrazione comunale, con la richiesta di inserire il tema nel futuro piano regionale dei rifiuti. Parallelamente, medici e tecnici hanno portato contributi basati su studi e analisi, evidenziando possibili criticità legate all’impatto sanitario e ambientale.

Non sono mancati interventi su soluzioni alternative per la gestione dei rifiuti, come impianti di dimensioni più contenute, ritenuti più sostenibili per il territorio.

A emergere con forza è stata soprattutto la preoccupazione per un’area già gravata da numerosi fattori di pressione ambientale. Proprio su questo aspetto si concentrerà la prossima fase della mobilitazione, con l’intento di dimostrare che il contesto attuale è profondamente cambiato rispetto al passato.

Il percorso ora prosegue sul piano istituzionale e legale, con comitati e amministratori pronti a portare avanti la battaglia per fermare un progetto ritenuto incompatibile con le esigenze del territorio.