Santanchè si dimette: passo indietro dopo lo scontro con Meloni e il terremoto politico post-referendum

La ministra del Turismo lascia l’incarico dopo ore di tensione con la premier: pesano la sconfitta referendaria e le inchieste giudiziarie

Si è conclusa con le dimissioni di Daniela Santanchè una delle giornate più tese per il governo guidato da Giorgia Meloni, segnando un passaggio politico delicato all’indomani della bocciatura referendaria sulla giustizia. Dopo un iniziale rifiuto a lasciare l’incarico, la ministra ha deciso di fare un passo indietro in serata, formalizzando la sua uscita con una lettera in cui ha rivendicato la correttezza del proprio operato ma ha scelto di “obbedire” alla richiesta della premier, chiudendo un braccio di ferro durato oltre un giorno. La vicenda si inserisce in un contesto già fortemente destabilizzato dall’esito del referendum del 22 e 23 marzo, che ha rappresentato una battuta d’arresto significativa per l’esecutivo e ha innescato una fase di tensione interna alla maggioranza, con effetti immediati sugli equilibri politici.

A pesare sulla posizione di Santanchè sono state anche le inchieste giudiziarie legate alle sue attività imprenditoriali, tra cui procedimenti per falso in bilancio e presunta truffa sui fondi Covid, elementi che da mesi alimentavano le richieste di dimissioni da parte delle opposizioni e contribuivano a rendere sempre più fragile la sua permanenza al governo. La scelta di lasciare ha evitato un voto di sfiducia parlamentare che avrebbe potuto trasformarsi in un ulteriore momento di difficoltà per la maggioranza, ma non ha spento le polemiche: le opposizioni parlano di un passo indietro tardivo e di un governo indebolito, mentre dalla maggioranza si sottolinea il senso di responsabilità istituzionale della decisione.

Resta ora aperta la partita per la successione al Ministero del Turismo e, soprattutto, quella più ampia sulla tenuta dell’esecutivo, chiamato a ricompattarsi dopo il colpo politico subito e a ridefinire la propria strategia in una fase che si preannuncia complessa per la legislatura.