Viterbo – Crollo a Palazzo Donna Olimpia, la controffensiva di Aronne: “I 10 milioni persi? Colpa di chi governava prima. Carta Canta” (VIDEO)

Il fulcro della difesa dell’assessore si basa sul calendario: l’attuale giunta guidata da Chiara Frontini si è insediata nel giugno 2022, ben tre mesi dopo che il privato aveva ritirato i fondi

VITERBO – Il recente crollo parziale del tetto del monumentale Palazzo di Donna Olimpia, nel cuore del centro storico viterbese, non ha sollevato solo calcinacci, ma anche un polverone politico. Alle accuse mosse dagli ex amministratori, che hanno puntato il dito contro l’attuale giunta Frontini per la presunta perdita di un finanziamento da 10 milioni di euro, l’assessore Emanuele Aronne ha risposto in modo perentorio affidando la sua difesa a un video diffuso sui social.

Il titolo del format scelto non lascia spazio a interpretazioni: “Carta Canta”. Niente dichiarazioni, solo date e documenti ufficiali del Comune di Viterbo alla mano, per smontare passo dopo passo la narrativa dell’opposizione e rispedire le accuse al mittente.

La polemica era esplosa a mezzo stampa nei giorni scorsi, in seguito al cedimento della copertura dello storico edificio. Esponenti delle passate amministrazioni (tra cui vengono citati Allegrini e Barbieri) avevano attaccato duramente Palazzo dei Priori, lamentando l’abbandono della struttura e l’affossamento di un maxi-progetto di riqualificazione.

Per fare chiarezza, l’assessore Aronne ha ricostruito l’intera vicenda burocratica, tracciando una linea temporale ben precisa che solleva l’attuale amministrazione da ogni responsabilità sul naufragio del progetto:

  • 2014 – 2018: Sotto l’amministrazione Michelini, il palazzo è oggetto di indagini e lavori di messa in sicurezza.
  • 2019: Arriva la svolta (mancata). Un privato presenta una proposta di Project Financing per il recupero dell’immobile. La giunta dell’epoca accoglie favorevolmente l’iniziativa, dichiarandola di “interesse pubblico”.
  • L’impasse in Consiglio Comunale: È qui che, secondo i documenti mostrati da Aronne, il progetto subisce lo stallo fatale. La proposta non arriva mai sui banchi del Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.
  • Marzo 2022: Stanco delle lungaggini, il privato ritira ufficialmente l’offerta. Il progetto da 10 milioni di euro sfuma definitivamente.

Il fulcro della difesa dell’assessore si basa sul calendario: l’attuale giunta guidata da Chiara Frontini si è insediata nel giugno 2022, ben tre mesi dopo che il privato aveva ritirato i fondi. In sintesi, quando l’attuale amministrazione ha varcato le porte del Comune, il progetto di recupero era già un capitolo chiuso.

Nonostante ciò, Aronne ci tiene a sottolineare che la sua giunta non è rimasta a guardare: nel 2023 è stato conferito un incarico a uno studio legale per ricostruire l’intricata vicenda e valutare se vi fossero ancora i margini per tutelare l’interesse pubblico su quell’operazione.

La conclusione del video-dossier è una frecciata diretta agli esponenti politici che oggi muovono le critiche: “Evidentemente qualcuno ha la memoria corta…”. Un messaggio chiaro per ribadire che le responsabilità dello stallo e del conseguente crollo non vanno cercate nell’operato di chi governa oggi, ma nei cassetti di chi ha amministrato la città negli anni precedenti.