Tarquinia – La minoranza: “Archivio storico, consiglio straordinario urgente: protocollata la richiesta a Sposetti”

archivio storico

TARQUINIA – Sette consiglieri comunali appartenenti a diversi schieramenti politici hanno formalmente richiesto al presidente del consiglio Blasi e al Sindaco Sposetti la convocazione straordinaria e urgente del Consiglio comunale di Tarquinia per discutere e deliberare sull’esercizio del diritto di prelazione da parte del Comune sull’immobile di Via dei Granari n. 28; un bene di alto valore storico, monumentale e artistico, tutelato dalla Soprintendenza, confinante con l’Archivio Storico comunale.

La richiesta, sottoscritta dai consiglieri Renato Bacciardi, Martina Tosoni, Betsi Zacchei, Piero Rosati, Federica Guiducci, Alberto Tosoni e Luigi Serafini, nasce dalla consapevolezza che non ci si trovi di fronte ad una mera contrapposizione politica o ad una questione di schieramento, ma ad una scelta che riguarda direttamente il patrimonio storico, culturale e identitario della città.

A rafforzare questa iniziativa istituzionale vi è anche la significativa mobilitazione civica registrata nelle ultime ore: oltre novanta cittadini – tra cui numerose personalità del mondo della cultura – hanno sottoscritto in meno di 2 ore una petizione, presentata nel rispetto dello Statuto comunale, chiedendo all’Amministrazione di esercitare il diritto di prelazione sull’immobile, con l’obiettivo di garantirne una destinazione pubblica e di consentire l’ampliamento dell’Archivio Storico comunale.

La richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale si rende necessaria anche alla luce dell’imminente scadenza dei termini per l’esercizio del diritto di prelazione che l’Amministrazione comunale non ha ancora assunto formalmente né chiarito pubblicamente le proprie intenzioni.

Per i consiglieri firmatari, il Consiglio comunale è chiamato ad assumersi una responsabilità storica: discutere apertamente e decidere, nella massima trasparenza istituzionale, su una scelta che coinvolge il futuro culturale della città.

L’esercizio del diritto di prelazione su un immobile di tale rilevanza non può e non deve essere derubricato a tema di polemica politica: rappresenta piuttosto un atto dovuto nei confronti di Tarquinia, della sua storia e dei suoi cittadini.