Santa Marinella – Il candidato sindaco Marino: “Chiudono due attività storiche e Manuelli si risveglia improvvisamente dal letargo”

SANTA MARINELLA – “La notizia della chiusura del Bar ‘La Colazione’ e della pasticceria ‘La Mimosa’ è un colpo durissimo per la nostra comunità. Ma mentre i cittadini soffrono per la perdita di pezzi di storia locale, assistiamo a un fenomeno ancora più incredibile: l’improvviso risveglio dal letargo di Alessio Manuelli”. Lo fa sapere Stefano Marino, candidato sindaco per la lista civica “Io Amo Santa Marinella”.

“Resto letteralmente sbalordito nel leggere il suo severo giudizio sul passato – prosegue Marino -. Manuelli parla di ‘sistema indebolito’ e di ‘amministrazioni che hanno gestito solo l’ordinario’, come se lui, in quegli anni, si trovasse su un altro pianeta e non seduto comodamente tra i banchi di quella maggioranza che ha sostenuto Pietro Tidei fino all’ultimo respiro.

Fa quasi sorridere che oggi Manuelli tenti di smarcarsi, cercando di rifarsi una ‘verginità politica’ a pochi mesi dal voto. Peccato che la realtà dica altro: lui è l’amichetto inseparabile di Minghella, oggi candidato a sindaco per il PD, con il quale ha condiviso ogni singola scelta, ogni delibera e ogni fallimento di una stagione amministrativa che ha preferito i rendering alla realtà.

Sentire certe lezioni da chi ha governato con Tidei è offensivo per l’intelligenza dei cittadini. Ricordiamo bene che il suo sodale Minghella è stato prima Assessore alle Attività Produttive e poi, con una situazione a dir poco anomala, Presidente del Consiglio Comunale con delega alle stesse attività. Cosa hanno fatto in questi anni per il commercio? Nulla. Anzi, hanno collezionato fallimenti epocali come la clamorosa cantonata del finanziamento per le Reti d’Impresa, un’opportunità d’oro gettata alle ortiche per incapacità gestionale. La chiusura di questi negozi è la diretta conseguenza di anni passati a scrivere il ‘Libro dei Sogni’ e a fare propaganda, mentre il tessuto economico reale veniva soffocato dal degrado e dalla mancanza di una visione strategica. Chi ha appiccato il fuoco non può oggi spacciarsi per il salvatore della patria.

La verità è sotto gli occhi di tutti: per anni ci hanno raccontato una Santa Marinella da fiaba attraverso video pagati con i soldi pubblici e inaugurazioni di facciata. Oggi, con il Comune gestito da un Commissario Prefettizio dopo la caduta di Tidei, i nodi vengono al pettine. Le serrande si abbassano perché per anni si è investito in ‘statue del bacio’ e autocelebrazioni, dimenticando di sostenere chi ogni giorno alza la saracinesca tra mille difficoltà.

Noi di Io Amo Santa Marinella non accettiamo lezioni da chi ha firmato questo disastro. La nostra città non ha bisogno di ‘appelli all’anima’, ma di una pulizia profonda – politica e amministrativa – per tornare a essere attrattiva 365 giorni l’anno”.