LECCE – Si è svolto ieri, nel carcere di Lecce, l’interrogatorio di garanzia per la donna di 52 anni e il sedicente guaritore di 70 anni accusati di violenza sessuale aggravata e pornografia minorile.
Al centro dell’indagine, un quadro che gli inquirenti definiscono “cristallizzato” da prove video e immagini inequivocabili che ritraggono la figlia di soli 8 anni della donna.
La difesa della madre: “Ero plagiata”
Davanti alla gip Anna Paola Capano, la madre (difesa dall’avvocato Roberto Bray) ha parlato per circa 40 minuti. La sua linea difensiva punta tutto sulla manipolazione psicologica. Si sarebbe rivolta all’uomo per curare disturbi cutanei e le convulsioni della figlia, affetta da una lieve disabilità. Dopo poche sedute sarebbe diventata “succube” del settantenne, partecipando agli abusi solo per il timore che la salute della bambina potesse peggiorare senza quei “trattamenti”. a difesa ha già annunciato la richiesta di una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere.
Il delirio del “Guaritore”
L’uomo, che si presentava come un prescelto dalla divinità, ha fornito giustificazioni vaghe legate a presunte “convinzioni religiose”.
Sosteneva di essere stato “baciato dalla Madonna di Medjugorje” e di poter compiere guarigioni miracolose baciando fotografie di persone nude.
L’indagine non è nata da una denuncia della madre, ma da un altro episodio di cronaca. Nell’agosto 2025, un padre di Taviano aveva scoperto che la figlia diciottenne inviava foto intime allo stesso “guaritore” (che si spacciava anche per ginecologo). Consegnando il cellulare dell’uomo ai Carabinieri, è stato scoperchiato il vaso di Pandora: l’analisi forense ha rivelato oltre 200 file di abusi sulla bambina di 8 anni.
Nonostante i tentativi di giustificazione, la gip ha confermato la custodia cautelare in carcere per entrambi. Le motivazioni sono nette. Pericolo di reiterazione: l’incapacità degli indagati di contenere i propri impulsi. Gravità dei fatti: le prove digitali non lasciano spazio a dubbi.
La piccola vittima è stata immediatamente trasferita in una struttura protetta, dove sarà seguita da una psicologa e da un curatore speciale nominato dalla Procura dei minori.

