MONTALTO DI CASTRO – Il grande progetto per la realizzazione del collegamento elettrico tra Milano e Montalto di Castro compie un nuovo passo avanti ed entra nella fase operativa. Terna ha infatti aggiudicato la gara per le attività di survey marina, segnando l’avvio delle operazioni tecniche preliminari alla posa del cavo sottomarino.
L’appalto, dal valore di circa 28 milioni di euro, è stato assegnato a un raggruppamento di imprese guidato da NextGeo e rappresenta uno snodo fondamentale per la realizzazione dell’infrastruttura energetica, destinata a collegare il Centro e il Nord Italia.
Il progetto “Milano–Montalto” prevede la costruzione di un elettrodotto di circa 500 chilometri, con una capacità di trasporto pari a 2.000 MW. L’opera consentirà di migliorare i flussi energetici verso le regioni settentrionali, rispondendo alla crescente domanda e contribuendo a rendere più efficiente e stabile la rete nazionale.
Il tracciato si svilupperà in parte sotto il mare, con nuovi cavi sottomarini tra Montalto di Castro e l’area di Massa-Carrara, per poi proseguire sulla terraferma attraverso l’ammodernamento e la riconversione in corrente continua delle linee esistenti lungo Toscana, Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia.
Le attività che prenderanno il via nella seconda metà del 2026 non riguarderanno ancora la posa dei cavi, ma rappresentano un passaggio cruciale. Le indagini marine serviranno a mappare con estrema precisione i fondali, individuando le condizioni ideali per l’installazione dell’infrastruttura.
Saranno impiegate navi specializzate per effettuare rilievi geofisici, analisi dei sedimenti e studi ambientali approfonditi, con particolare attenzione agli ecosistemi marini, inclusi quelli fitoplanctonici e bentonici. Un lavoro complesso, necessario per garantire la sostenibilità dell’intervento.
Il collegamento rientra nel più ampio progetto Hypergrid e utilizzerà la tecnologia HVDC (corrente continua ad alta tensione), considerata oggi lo standard più efficiente per il trasporto di energia su lunghe distanze, riducendo le dispersioni e aumentando l’integrazione delle fonti rinnovabili.
L’obiettivo è costruire una rete più moderna, resiliente e sostenibile, limitando al minimo il consumo di nuovo suolo grazie al riutilizzo delle infrastrutture esistenti.
Il progetto è stato accompagnato da un articolato percorso di consultazione pubblica che ha coinvolto 36 comuni e centinaia di cittadini. Nel corso di 120 giorni sono stati organizzati 68 incontri tra appuntamenti in presenza e online, raccogliendo oltre 500 osservazioni.

