CIVITAVECCHIA – Il post-gara tra Civitavecchia e Sorianese si è trasformato in un pomeriggio di altissima tensione, dove il calcio giocato ha dovuto cedere il passo a un durissimo atto d’accusa nei confronti della direzione di gara.
Quella che doveva essere una cronaca sportiva si è mutata in una contestazione aperta, scaturita da un episodio arbitrale nel finale che ha pesantemente condizionato il risultato e da un clima diventato incandescente, culminato con le espulsioni di Politanò e Bellacima.
Una gestione dell’incontro che la società ospite non ha esitato a definire determinante per l’esito del match, spingendo mister Chirieletti a un commento carico di amarezza nonostante l’orgoglio per la prova dei suoi ragazzi.
Il tecnico ha infatti lodato la prestazione della squadra, definendola una gara bellissima e aperta fino a quando, a suo dire, non è stata rovinata da decisioni non all’altezza, sottolineando il paradosso di un sistema che impone regole rigide sugli under ma poi non garantisce arbitri preparati per gestire la categoria.
A rincarare la dose in modo ancora più netto è stato il presidente Moreno Porta, il quale è intervenuto con estrema fermezza denunciando quella che considera una totale inadeguatezza della classe arbitrale.
Secondo il numero uno della Sorianese, un errore madornale avrebbe sottratto alla squadra un punto fondamentale per la classifica e per il morale, vanificando i sacrifici fatti durante la settimana. Porta non ha cercato alibi per i cartellini rossi, ma ne ha analizzato la genesi descrivendoli come il frutto di un nervosismo inevitabile, scaturito da una direzione di gara definita spocchiosa e impreparata, incapace di garantire l’equilibrio necessario e di tutelare le società in campo.
Lo sfogo del presidente si è poi spostato su un piano più profondo, toccando il tema della sostenibilità economica e del rispetto istituzionale dovuto a chi investe nel calcio dilettantistico. Porta ha ribadito con forza come il sistema si regga esclusivamente sugli sforzi personali dei presidenti, avvertendo l’AIA e il CR Lazio che, continuando su questa strada, il rischio è che molti decidano di abbandonare, avendo lui stesso ormai raggiunto il limite della sopportazione. L’affondo finale ha riguardato la gestione dei referti e la mancanza di un reale contraddittorio, definendo vergognoso il potere decisionale unilaterale degli arbitri e chiedendo un intervento immediato ai vertici regionali per dire basta a un’arroganza che, a suo giudizio, non tutela più chi lavora con passione e impegno.

