Tuscania – Guardia di Finanza: sequestrati oltre 4.600 prodotti elettronici con marchio “CE” contraffatto

Le indagini erano partite alcuni mesi fa durante un controllo in un mercatino settimanale

VITERBO – Oltre 4.600 articoli elettronici recanti il marchio “CE” contraffatto sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Viterbo nel corso di un’operazione finalizzata al contrasto della vendita di prodotti non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa nazionale ed europea.

L’attività, condotta dai finanzieri della Compagnia di Tarquinia nell’ambito del controllo economico del territorio, ha portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Il provvedimento ha consentito di individuare e sequestrare, all’interno di un deposito situato nella periferia della Capitale, 4.608 prodotti elettronici tra cui sveglie digitali, led, speaker wi-fi, cuffie wireless, torce usb, adattatori e calcolatrici.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli articoli riportavano un marchio “CE” non conforme, inducendo potenzialmente in errore i consumatori sulla reale sicurezza e qualità dei prodotti.

Le indagini erano partite alcuni mesi fa durante un controllo in un mercatino settimanale nel comune di Tuscania, dove era stato sequestrato un primo quantitativo di merce non genuina venduta da un ambulante extracomunitario. L’uomo era stato successivamente denunciato all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio, prevista dall’articolo 515 del codice penale.

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito ai finanzieri di risalire alla filiera di distribuzione della merce, individuando il presunto grossista, un cittadino cinese residente a Roma, anch’egli indagato per la medesima fattispecie di reato.

Secondo le stime della Guardia di Finanza, qualora immessi sul mercato, i prodotti sequestrati avrebbero potuto generare proventi illeciti superiori ai 60 mila euro.

L’operazione rappresenta, sottolineano le Fiamme Gialle, un ulteriore intervento a tutela della sicurezza dei consumatori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole del mercato.

Le accuse contestate sono attualmente al vaglio dell’Autorità giudiziaria competente e dovranno essere valutate nei successivi gradi di giudizio.