Viterbo – Via della Pila, l’assessore Floris promette una rampa. La replica pubblica: “Non basta, per salire in auto dobbiamo fermare il traffico”

L’assessore ai Lavori Pubblici interviene sul caso esploso durante il sit-in, attribuendo le barriere al condominio ma annunciando un intervento del Comune. Immediata la risposta della famiglia: “Bastava un marciapiede, questo progetto è uno scempio che non accontenta nessuno”

VITERBO – Il giorno dopo la tempesta, arriva la replica del Palazzo. Ma l’effetto non è quello sperato. All’indomani del teso sit-in di via della Pila – culminato con l’intervento di Polizia Locale e Carabinieri per il caso di una residente con disabilità impossibilitata a raggiungere il proprio stallo auto in sedia a rotelle – l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Floris affida ai social la difesa dell’amministrazione. Un intervento che prova a gettare acqua sul fuoco promettendo soluzioni, ma che viene immediatamente gelato dalla risposta pubblica della famiglia della diretta interessata.

La difesa di Floris: “Il problema è il marciapiede condominiale”

L’assessore era entrato nel merito della specifica vicenda chiamando in causa direttamente la cittadina coinvolta e tracciando una netta linea di demarcazione sulle responsabilità tecniche del blocco.

“Sono senz’altro solidale con la signora Bentivoglio, che ho avuto il piacere di conoscere la settimana scorsa”, ha esordito Floris nel suo post, “ma vorrei sottolineare che la problematica non è legata evidentemente ai lavori che l’amministrazione sta eseguendo su via della Pila. La situazione evidenziata è legata strettamente ad alcune barriere architettoniche dovute alla presenza di un marciapiede che è di pertinenza condominiale e dove il Comune non può in nessun caso intervenire”.

Nonostante il dichiarato difetto di competenza sull’area privata, l’assessore aveva però annunciato una mossa per aggirare l’ostacolo: “L’amministrazione si è comunque impegnata per cercare di semplificare la salita della signora verso la sua abitazione, prevedendo la realizzazione di una piccola rampa che possa permettere il superamento del gradino in maniera agevole”. Floris aveva poi rivendicato la sensibilità della Giunta Frontini sul tema, citando altri interventi di abbattimento delle barriere in città e auspicando una serena “collaborazione con i cittadini”.

La doccia fredda della figlia: “La rampa non risolve la sicurezza”

L’appello al confronto, però, si è trasformato in una bocciatura tecnica a stretto giro. Proprio in calce al post pubblico dell’assessore, è arrivata la replica puntuale della figlia della signora Bentivoglio, che ha smontato pezzo per pezzo l’efficacia pratica dell’intervento promesso dal Comune.

“Tentando di premiare la sua gentilezza – scrive la donna rivolgendosi direttamente a Floris – vorrei farle notare che se anche vi fosse la rampa, mia madre dovrebbe comunque fermare il traffico per salire in macchina, visto che il senso di marcia non consente la possibilità di salire in sicurezza”.

La questione, sottolinea la famiglia, non si risolve con uno scivolo in cemento per scavalcare un gradino, ma riguarda l’impostazione generale della nuova viabilità, che rende fisicamente pericoloso l’accesso al veicolo a causa delle distanze e del flusso delle auto.

“Questo progetto è uno scempio”

Il commento della donna si chiude ricalcando esattamente la richiesta che da settimane unisce commercianti e residenti del quartiere, rigettando l’utilità stessa dell’attuale infrastruttura. “Tutto questo trambusto quando bastava costruire un marciapiedi per rendere felici chiunque, con o senza disabilità”, chiosa la figlia della residente. Una stroncatura che non lascia appello alla mediazione dell’amministrazione: “Quello scempio non accontenta nessuno, né la praticità né l’estetica”.

Il “botta e risposta” pubblico conferma come il divario tra il Palazzo e via della Pila sia ormai una voragine: alle soluzioni tampone proposte dalla Giunta, il quartiere continua a rispondere chiedendo a gran voce di rivedere l’opera dalle fondamenta.