Viterbo – L’UDC: “Governatori sembra aver perfezionato una terza disciplina: riscrivere la realtà fino a farla coincidere con il proprio racconto”

VITERBO – “La Governatori e il Regno della Fantasia. Esistono due modi di fare politica: lavorare sul territorio oppure raccontare agli altri cosa avrebbero dovuto fare. La Governatori sembra aver perfezionato una terza disciplina: riscrivere la realtà fino a farla coincidere con il proprio racconto”. Lo fanno sapere dall’UDC Viterbo.

“Nelle sue ultime esternazioni ci ha spiegato che non eravamo presenti – prosegue la nota -, che il nostro impegno era irrilevante e che, sostanzialmente, senza il suo autorevole intervento nulla sarebbe accaduto. Una ricostruzione suggestiva, degna di un romanzo fantasy, ma con un piccolo problema: i fatti.

I fatti raccontano che abbiamo aperto un circolo, presentato candidati e nominato una coordinatrice. Attività concrete che, evidentemente, nel mondo immaginario della Governatori diventano invisibili. Del resto, quando la narrazione è più importante della realtà, anche l’evidenza può trasformarsi in un dettaglio trascurabile.

Quanto ai nostri incontri, pochi ma illuminanti, sono stati sufficienti a chiarire molte cose. Memorabile il primo appuntamento: oltre trenta minuti di ritardo e, senza perdere tempo in inutili formalità come l’ascolto, l’immediata esposizione di una personale linea politica che con quella dei Moderati aveva un rapporto piuttosto distante.

Più che una riunione politica, sembrava assistere alla presentazione di un progetto già confezionato, dove il confronto era previsto solo come elemento decorativo. Le opinioni altrui erano tollerate con la stessa generosità con cui un sovrano concede udienza ai sudditi.

Il punto, però, è che la politica non si misura dal numero di dichiarazioni rilasciate né dalla sicurezza con cui si dispensano giudizi. Si misura con il lavoro svolto, con la presenza sul territorio e con il rispetto verso chi quel territorio lo vive e lo costruisce ogni giorno.
Per questo motivo, prima di distribuire pagelle, impartire lezioni o riscrivere la storia recente, sarebbe opportuno verificare come sono andate realmente le cose. Potrebbe essere una scoperta sorprendente.

Mi auguro quindi che questa filippica trovi qui la sua conclusione. Se dovessero emergere nuove favole, la invito a contattarmi telefonicamente: sarà un piacere ascoltarle direttamente dalla fonte, evitando che la fantasia venga ancora una volta scambiata per cronaca politica. Perché una cosa è il dibattito politico. Un’altra è pretendere che la realtà si adegui al racconto”.