Decreto Sicurezza, via libera definitivo della Camera: approvato con 162 sì

La premier Meloni: “In Italia la legalità non è negoziabile”

ITALIA – Via libera definitivo al Decreto Sicurezza. L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato oggi il provvedimento con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, al termine di una lunga maratona parlamentare durata due giorni.

Il testo, già approvato con voto di fiducia nei giorni scorsi, diventa così legge e introduce una serie di nuove misure in materia di sicurezza pubblica, contrasto alla criminalità e gestione dell’immigrazione.

Tra le principali novità previste dal decreto figurano sanzioni più severe per manifestazioni violente e occupazioni, l’introduzione del fermo preventivo fino a 12 ore per persone ritenute pericolose durante i cortei, norme più stringenti contro il porto di armi improprie e nuovi strumenti per rafforzare l’azione delle forze dell’ordine. Il provvedimento interviene inoltre su criminalità diffusa, spaccio di droga e gestione dei rimpatri dei migranti.

Subito dopo l’approvazione, il Consiglio dei ministri si è riunito per varare un decreto correttivo relativo ai rimpatri volontari assistiti, intervenendo su uno dei punti più discussi del testo.

Sull’approvazione è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rivendicato la portata del provvedimento:

«Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile.

Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le Forze dell’ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza.

Noi andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani».

L’approvazione del decreto è arrivata al termine di giorni di forte confronto politico, con le opposizioni che hanno contestato diversi passaggi del provvedimento e la maggioranza che ha difeso la necessità di un intervento più incisivo sul fronte della sicurezza.