Regione Lazio – Elezioni amministrative, ecco i comuni al voto

Le elezioni comunali 2026 nel Lazio passano anche dal litorale. Il 24 e 25 maggio gli elettori saranno chiamati alle urne per rinnovare sindaci e Consigli comunali in 37 Comuni della regione. L’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 7 e l’8 giugno. Tra i territori costieri, i riflettori sono puntati soprattutto su Santa Marinella, nella Città metropolitana di Roma Capitale, e Fondi, in provincia di Latina.

Il dato regionale racconta una tornata amministrativa diffusa ma senza capoluoghi di provincia coinvolti. Secondo l’elenco dei Comuni al voto, nove centri superano la soglia dei 15mila abitanti e potranno quindi andare al ballottaggio. Tra questi rientrano anche Santa Marinella, con una popolazione legale di 18.531 abitanti, e Fondi, che conta 39.507 abitanti.

A Santa Marinella il voto arriva in un clima politico particolare. Il Comune è stato inserito tra quelli il cui Consiglio si rinnova per motivi diversi dalla naturale scadenza del mandato. La città è infatti amministrata da una commissaria straordinaria dopo la caduta dell’amministrazione guidata da Pietro Tidei. La gestione commissariale è stata affidata a Desideria Toscano, chiamata a guidare l’ente fino alle elezioni di maggio.

La sfida, nella Perla del Tirreno, assume quindi un valore politico più ampio rispetto al normale rinnovo amministrativo. Il voto dovrà chiudere la fase aperta dalla sfiducia al sindaco uscente e definire un nuovo equilibrio in un territorio strategico del litorale nord, tra turismo, servizi, pianificazione urbana e rapporti con l’area di Civitavecchia.

Diverso il quadro a Fondi, unico Comune della provincia di Latina chiamato al voto in questa tornata. Qui la partita riguarda uno dei centri più rilevanti del sud pontino, snodo economico e commerciale tra la Piana di Fondi, il litorale e l’area del Golfo. Il sindaco uscente è Beniamino Maschietto, eletto nella precedente consiliatura con una coalizione di centrodestra e liste civiche.

Tutte le città al voto

Le elezioni comunali 2026 nel Lazio non riguardano soltanto il litorale, ma 37 Comuni della regione. Non sono coinvolti capoluoghi di provincia, ma la tornata interesserà diversi Comuni di peso nella Città metropolitana di Roma Capitale e nelle province di Frosinone, Rieti e Viterbo.

Il gruppo più numeroso è quello della Città metropolitana di Roma Capitale, dove andranno al voto 17 Comuni. Oltre a Santa Marinella, già centrale per il litorale, le urne si apriranno ad Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Arcinazzo Romano, Ariccia, Camerata Nuova, Colleferro, Genzano di Roma, Marano Equo, Montelanico, Palombara Sabina, Percile, Riofreddo, Roiate, San Gregorio da Sassola, Vicovaro e Zagarolo.

Tra questi, alcuni centri superano la soglia dei 15mila abitanti e potranno quindi andare al ballottaggio. È il caso di Albano LazialeAnguillara SabaziaAricciaColleferroGenzano di Roma, e Zagarolo. Sono Comuni politicamente rilevanti perché coprono aree diverse della provincia romana: i Castelli Romani, la Valle del Sacco, il quadrante nord del lago di Bracciano e il litorale.

In provincia di Frosinone i Comuni al voto saranno nove: Belmonte Castello, Boville Ernica, Cervaro, Fontana Liri, Guarcino, Patrica, Pontecorvo, Ripi e Trevi nel Lazio. In questo caso la tornata riguarda soprattutto centri medio-piccoli, con una competizione amministrativa concentrata su equilibri locali, gestione dei servizi, bilanci comunali e rappresentanza territoriale.

In provincia di Rieti saranno sette i Comuni chiamati alle urne: Castelnuovo di Farfa, Cottanello, Fara in Sabina, Marcetelli, Montebuono, Montenero Sabino e Poggio Bustone. Il centro più rilevante è Fara in Sabina, che con quasi 14mila abitanti resta sotto la soglia del ballottaggio ma rappresenta uno dei Comuni più importanti dell’area sabina.

In provincia di Viterbo si voterà invece in tre Comuni: Blera, Bomarzo e Civita Castellana. Quest’ultimo è il centro politicamente più significativo della Tuscia in questa tornata, anche perché supera i 15mila abitanti e potrà andare al secondo turno se nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta al primo turno.